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Politica | 23 settembre 2015, 10:42

Bolkestein, Toti a Renzi: "Il Governo intervenga sul caos concessioni: subito una soluzione, poi la riforma del Demanio"

Dura presa di posizione del presidente e dell’assessore Marco Scajola in una nota al premier e ai sottosegretari

Bolkestein, Toti a Renzi: "Il Governo intervenga sul caos concessioni: subito una soluzione, poi la riforma del Demanio"

Decisa presa di posizione della  Regione Liguria che chiede al Governo  un intervento urgente e un confronto  sul tema delle concessioni demaniali.

Obiettivo primario : superare la Bolkestein, nella parte turistica e balneare, trovare rapidamente una soluzione per un provvedimento che nel 2020 imporrà l'asta delle concessioni.

La Liguria è fra le regioni  più "colpite" dal provvedimento ,con oltre tremila concessioni balneari lungo i  trecento chilometri di costa. La previsione della libera concorrenza e quindi della messa a gara delle concessioni non tiene conto della peculiarità e della specificità del paesaggio costiero nel quale gli stabilimenti balneari rappresentano una realtà tipica e particolare, un unicum nel territorio europeo.Concessioni demaniali che in Liguria  comprendono  anche la nautica da diporto, la cantieristica navale, la pesca e l’acqualcoltura.

Il presidente Giovanni Toti e l’assessore  all’Urbanistica Marco Scajola, in una nota inviata in mattinata  al presidente del Consiglio Matteo Renzi , al sottosegretari   all’Economia e Finanze con delega al Demanio  Pier Paolo Baretta, al sottosegretario  agli Affari Regionali    Gianclaudio Bressa e ai sottosegretari  agli Affari Europei  e al  Turismo Sandro Gozi e Francesca Barracciu,  sulla questione chiedono “una risposta e le definizione di tempi certi nelle decisioni”.

“A causa di interventi legislativi frammentari e scoordinati da ormai troppi anni, queste categorie si trovano ad operare in uno stato di incertezza non conciliabile con le necessità delle imprese.

La decisione di prorogare le concessioni demaniali marittime prima al 31/12/2015 e successivamente a fine 2020 non è stata accompagnata dalla predisposizione di un quadro normativo complessivo della materia, compatibile con i principi dei Trattati europei.

Il rinvio alla Corte di Giustizia Europea della decisione sulla legittimità della proroga al 2020 ha ulteriormente peggiorato alla situazione. I tempi di tale decisione non sono fissati e la scadenza della prima proroga è vicinissima. Il Governo italiano non può lasciare migliaia di cittadini in balia di una sentenza, qualunque essa sia”, scrivono Toti e Scajola al governo.

“Se dal Governo, dopo questa note non arriveranno risposte in tempo utile, tenuto conto che la scadenza del 31 dicembre è prossima, la Regione Liguria valuterà tutti i provvedimenti da prendere per tutelare un comparto con importanti ricadute economiche e turistiche nel territorio”, afferma l’assessore Marco Scajola.

Sul tema in questione la Regione Liguria  e le altre Regioni costiere hanno espresso una posizione comune e una serie di proposte con il documento consegnato in Conferenza Stato Regioni il 25 marzo scorso. Nel documento, si chiede, prima di esaminare il disegno di legge del governo sulla riforma del demanio,  che venga convocato al più presto un tavolo di confronto con il governo e gli enti locali richiesto dalla conferenza Stato-Regioni del 22 gennaio scorso, che si faccia chiarezza con la Commissione Europea  sulla possibilità di un regime transitorio delle attuali concessioni demaniali come è avvenuto in altri paesi dell’UE dove sono state prolungate  di 75, 50 , 30 anni a seconda della tipologia – è il caso della Spagna- oppure  che si siano mantenute forme di preferenza in favore del concessionario uscente come è avvenuto in Portogallo.

Il documento prefigura  anche una sorta di percorso a "doppio binario" che stabilisca un congruo periodo di proroga rispetto alla scadenza del 2020 agli operatori già titolari di concessioni demaniali e l'avvio invece dei bandi di gara per l'assegnazione degli spazi ancora concedibili. Una sorta di "Bolkestein" dimezzata, ma che non colpirebbe pesantemente  le imprese turistiche e balneari esistenti.

 

 

r.g.

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