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Attualità | 02 novembre 2015, 19:44

Pietro Fotia chiede che non sia Savona a decidere in merito al processo per intestazione fittizia

L'avvocato Mammoliti: "Vi è da parte della procura di Savona una precisa strategia volta a violentare le regole processuali, valide per tutti i cittadini italiani tranne che per i signori Fotia"

Pietro Fotia chiede che non sia Savona a decidere in merito al processo per intestazione fittizia

L' imprenditore Pietro Fotia ha presentato presso la procura generale della corte di appello di Genova la richiesta di avocazione di uno dei processi più importanti che lo vedono indagato dalla procura di Savona. Il procedimento in oggetto e' quello relativo al sequestro preventivo dei beni per una ipotesi di reato di intestazione fittizia - 12 quinquies D.L 306/92 .

Lo stesso imprenditore denuncia nella richiesta di avocazione la inerzia dell'ufficio di procura che ha provocato notevoli danni economici allo stesso ed a decine di dipendenti.

"In buona sostanza - si spiega -  l' indagine iniziata il 30/04/2014 a tutto oggi è ancora nella fase delle indagini preliminari . Il tempo previsto dal codice per questo tipo di reato è di sei mesi salvo proroghe richieste dalla procura ed autorizzate dal g.i.p. Nel caso dello scrivente vi è stata una lunghissima attività di indagine senza né' richiesta di proroga ne' successive autorizzazioni determinando così in questo lunghissimo tempo la distruzione totale delle aziende e il rischio di un fallimento dell imprenditore e dei suoi soci ". "L'avvocato Mammoliti difensore di fiducia del gruppo Fotia ha oggi ribadito anche in sede di udienza che vi è da parte della procura di Savona una precisa strategia volta a violentare le regole processuali ,valide per tutti i cittadini italiani tranne che per i signori Fotia , pur di distruggere imprese e persone che con il loro talento ed i loro sacrifici , forse hanno dato e danno fastidio ai poteri forti che in Savona come nel resto di Italia vorrebbero accaparrarsi tutti i lavori e rendere ,che con dignità e rispetto delle regole non si prestano al diffuso mestiere di lacchè nani e ballerini al servizio dei padroni", spiega Fotia.

Conclude: "Convinto che anche nella magistratura vi sono uomini seri e con la schiena dritta che dimostreranno che la magistratura non è una casta , ma un potere al servizio del cittadino, nessuno,escluso ,attendo fiducioso che la procura generale presso la corte di appello Genova faccia i suoi passi per frenare questa incomprensibili situazione di negazione dei diritti".

r.g.

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