Se pensiamo a qualunque città che visitiamo per turismo, in Italia come all’estero, tra i centri d’interesse storico architettonico di maggior pregio troviamo le antiche cattedrali e i monasteri con i loro chiostri e campanili, veri gioielli dell’ingegno e testimonianze preziose di un passato in cui affondano le radici di tutti i popoli, indipendentemente dalle culture e dalle religioni.
Non per niente, spesso questi potenti simboli sono i primi oggetti presi di mira da chi ne programma la distruzione.
Isolare, tagliare i legami, cancellare l’identità, eliminando le tracce che ci ricordano ogni giorno chi siamo…. ecco la strategia per insediarsi al posto di qualcuno e di qualcosa e sfruttarne a proprio vantaggio le risorse.
Così accadde con la distruzione della bella chiesa trecentesca di San Domenico il Vecchio per far posto alla Fortezza genovese nel 1544, i cui resti sono ancora oggi visibili da corso Mazzini. Che tristezza immaginare oggi file di turisti estasiati fotografarsi davanti a tanta bellezza!
Ma occorre guardare avanti e riconoscere anche ciò che di buono scaturisce sempre dalle macerie della storia.
Oggi possiamo ricordare e rivivere tutto questo, grazie allo studio realizzato da GBM Venturino e dalla “Consulta Culturale Savonese”, confluito nella nuova pubblicazione “S. Domenico il Vecchio: una chiesa dimenticata” che è stata presentata dall’Istituto Savonese di Studi liguri al Museo Archeologico di Savona, (http://www.museoarcheosavona.itfortezza del Priamar, Palazzo della Loggia, sabato 27 febbraio.
Alleghiamo, a questo proposito, le impressioni del Consigliere Pongiglione sulla visita:
"L'arch. Gianni Venturino, uno degli intellettuali che onorano la nostra Città, ha presentato ieri al Museo Archeologico un'altra sua grande opera :"Una Chiesa dimenticata". Dopo i lavori sulla Cattedrale del Priamàr ("La Cattedrale scomparsa") e sul San Giacomo ("La Chiesa fantasma"), ha elaborato una ricostruzione "in rilevato" dell'antica Chiesa dei frati domenicani San Domenico il Vecchio, che era ai piedi del Priamàr. Di questa chiesa, collegata al convento che era dotato di due chiostri, oggi sono visibili numerosi resti, che ai visitatori non informati appaiono come strutture non riconoscibili. Anche i tronconi di colonne lì presenti sono circondati dal mistero. Ma l'arch. Venturino, con la cura dello storico e dell'archeologo insieme, ha operato una ricostruzione storico- artistica, con indagini sull'Ordine domenicano a Savona e nelle aree limitrofe, fino a ricercare alla fonte i canoni per l'edificazione delle chiese domenicane. Infatti proprio a Bologna (nella Chiesa di San Domenico in cui il Santo trascorse gran parte della sua vita e morì), ha rintracciato gli elementi concettuali e strutturali che gli hanno consentito la ricostruzione della nostra chiesa di San Domenico il Vecchio.
Con l'aiuto delle nuove tecnologie, partendo dai resti oggi visibili, è stata proiettata sullo schermo la ricostruzione pezzo per pezzo dell'antica chiesa e, al completamento della struttura, quando al foltissimo pubblico essa è apparsa nel suo insieme come doveva probabilmente essere nel 1544 (anno della sua distruzione da parte dei Genovesi), è scattato automaticamente un grande applauso. Anch'io ero presente e ho provato una grande emozione: una visione inaspettata, "virtuale", ma realistica, un contatto "immediato" con il mondo di allora, e una riflessione sulla Città ricca e fiorente che stava subendo il tracollo totale.
Bellissima iniziativa di cui dobbiamo ringraziare la Consulta culturale savonese e il Museo archeologico."
La suggestiva ricostruzione grafica della chiesa e del convento adiacente, rigorosamente documentata, i preziosi reperti conservati nel Museo Archeologico, la pregevole pubblicazione, hanno restituito a noi e alle future generazioni un patrimonio storico di grande valore, nonstante il rimpianto per averlo concretamente perduto.
Per analogia, come non ricordare che, anche oggi, la nostra Città come il territorio circostante rischiano di essere facile preda di appetiti economici poco rispettosi del loro valore e della loro identità?
La cementificazione della Costa, Il poco rispetto delle aree verdi, la mancata valorizzazione di edifici storici di grande pregio in Città come sulle alture, la tentata realizzazione di impianti di enorme impatto ambientale come il mega deposito di bitume nel Porto Storico, la problematica situazione di Vado Ligure, il patrimonio culturale più vivo e vitale esistente in Città, come l’istituto Savonese di Studi Liguri, messo a rischio in questi giorni da chi vorrebbe “conquistare” il Complesso monumentale del Priamar, la nostra importante e lunga tradizione musicale che potrebbe essere coronata dall’istituzione di un Liceo pubblico dedicato, che ha visto prevaricare ingiustamente le proprie istanze, con la scelta della città di Albenga, non attrezzata per ospitarlo, ma vicina all’attuale Amministrazione regionale! Nihil novi sub sole!
La nostra Città non merita di essere sempre considerata “di serie B”. Occorre una nuova Amministrazione che sappia alzare la testa davanti ai poteri forti, per difendere e promuovere i diritti e le legittime aspettative di rinascita della gran parte dei suoi abitanti. Tutto ciò è possibile! Appuntamento a giugno!














