Cari lettori di Savona News, sicuramente tutti voi avrete sentito parlare di chirurgia estetica della cute (del volto, del corpo ecc.), ma forse non tutti saprete che anche sulle gengive possono essere effettuati interventi estetici: si chiama chirurgia muco gengivale. La si usa per correggere difetti di altezza o di simmetria dei margini delle gengive in rapporto con le corone dei denti. Di solito questi difetti non sono così visibili da richiedere un intervento ma, in determinati casi, e bene sapere che abbiamo a disposizione anche questa possibilità.
Intanto chiariamo quali pazienti possono aver bisogno di questo tipo di cura; sono essenzialmente 2 categorie:
· Quelli che, per necessità lavorative, devono avere un sorriso perfetto (attori, modelle…)
· Quelli che, a causa di una particolare “debolezza” dei tessuti gengivali che “si attaccano” sui denti, hanno necessità di un “rinforzo” per diminuire il pericolo che le gengive possano “ritirarsi”, con conseguente retrazione dell’osso di sostegno del dente e possibile perdita di stabilità del dente stesso.
Come si ottengono queste “correzioni” e “rafforzamenti” delle gengive? Vengono usate tecniche molto sofisticate che utilizzano strumenti da microchirurgia (ingranditori o microscopio, abbinati a microbisturi, micropinzette, fili da sutura del diametro di un capello… e, soprattutto, grande manualità dell’operatore. Sovente il lavoro consiste nell’inspessire la gengiva (quando è troppo sottile) per darle maggiore stabilità; lo si ottiene con innesti di gengiva prelevati da altre zone della bocca (ad esempio il palato) che vengono messi “come fossero una toppa” nelle zone di gengiva più sottile (o dove questa si è “ritirata”) e, grazie alla precisione del “ricamo”, riescono ad attecchire e diventare un tutt’uno col sito ricevente.
Naturalmente, oltre alla bravura del chirurgo, è fondamentale la collaborazione del paziente, il quale, per almeno un anno, deve spazzolare la zona con strumenti specifici e tecniche dedicate, pena il fallimento dell’intervento.
Capirete che i candidati a questo tipo di cura sono quindi pazienti molto motivati e con esigenze specifiche. Chi non è disposto ad essere così scrupoloso è opportuno scelga una cura alternativa, finalizzata a preservare comunque la salute del proprio sorriso, ma rinunciando all’idea di avere un’estetica ineccepibile anche se osservata su un megaschermo…
Per capire il tipo di perfezione ricercata vi allego un caso del Prof. Zucchelli di Bologna, (uno dei più esperti e capaci al mondo, che già insegnava queste “cose” durante un corso che ho frequentato nel 2002)…













