"No ad un'ulteriore cementificazione". Interviene così il comitato Turati-Miramare in merito alle richieste avanzate dal comune di Savona per la zona di Miramare nel contesto del cantiere dell'Aurelia Bis.
Infatti il fascicolo che l'amministrazione consegnerà entro settembre ad Anas contiene opere accessorie che per Miramare riguardano: un silos di parcheggi sopra l’imbocco della galleria di Miramare, un secondo parcheggio riservato ai residenti di via Turati a cui accedere con una nuova strada dall’Aurelia e un sottopasso verso l'Aurelia.
Ad intervenire il presidente del comitato, Vittorio Siri:
“Le richieste dell’amministrazione non rispecchiano, se non in minima parte, quanto esposto alla precedente amministrazione dal comitato Turati-Miramare. Ci sembra quanto meno poco rispettosa dei residenti la richiesta di un’ulteriore cementificazione con la creazione di un silos di parcheggi a pochi metri dalle finestre dei condomini di via Turati. Lontano dai nostri desideri anche la già progettata strada di collegamento con l’Aurelia che costringerebbe chi vuole andare ad Albisola ad arrivare alla Torretta e a tornare indietro senza possibilità di immettersi direttamente sulla rotonda ed usufruire così anche direttamente di quell’Aurelia bis costruita da anni sotto le nostre finestre. Ignorata poi la possibilità di una copertura totale dell’Aurelia bis nel tratto scoperto della zona Miramare unica e veramente utile richiesta dei residenti in grado di compensare almeno in parte gli enormi disagi subiti in tutti questi anni. Stiamo infatti subendo la convivenza forzata con il cantiere con ripercussioni pesanti sulla nostra salute e le nostre tasche. Ci piacerebbe allora che il presidente Toti e la sindaco Caprioglio conoscessero davvero la nostra critica situazione esistenziale di persone che, pur avendo respirato la stessa polvere e subito gli stessi rumori di chi lavora nel cantiere, non hanno però ricevuto finora, a differenza loro, nessun rimborso o riconoscimento ne tutela o protezione. Le numerose deroghe per poter proseguire i lavori e per superare ad ogni ora del giorno e della notte i decibel normalmente consentiti fanno pensare che non si possa più procrastinare questa ingiustizia “legalizzata” e riconoscere invece l’incongruità di questi lavori così protratti e così pesanti a pochi metri da ambienti domestici che dovrebbero essere luoghi di serenità e pace per bambini ed anziani”.
“Per questo motivo lanciamo un appello a tutte le persone sensibili e di buona volontà a proseguire insieme questa battaglia di giustizia a tutela dei deboli con tutti i mezzi a nostra disposizione avendo da tempo la politica mostrato tutti i suoi limiti con un’opera inutile (confermata anche dal mancato proseguimento a Legino) a beneficio di alcuni imprenditori e ad enorme danno dei savonesi”.














