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Cronaca | 29 settembre 2016, 10:09

Due Autovelox a Lusignano San Fedele, i cittadini in rivolta

“Quando arriveranno le prime multe facciamo tutti ricorso” di questo si sta parlando in questi giorni ad Albenga

Due Autovelox a Lusignano San Fedele, i cittadini in rivolta

Continua a parlarsi di Autovelox come modo per “fare cassa” in Provincia (come segnalato anche dal sindaco Volpati vedi articolo), il “panico” si sta diffondendo tra gli ingauni e soprattutto tra chi la Provinciale che passa per San Fedele Lusignano ed arriva a Villanova d’Albenga la percorre quotidianamente.

Sono stati installati, infatti  due autovelox gemelli, uno sul rettilineo di fronte a Granero e l'altro all'altezza del Sogegros.

In molti coloro che hanno preso una multa, diversi anche coloro che ne hanno prese, probabilmente più di una e si pensa già a come comportarsi nel momento nel quale arriveranno le prime notifiche. Tuttavia la giurisprudenza sul tema multe e autovelox è ampia, e molti sono i siti che riportano tutte le motivazioni per le quali è possibile fare ricorso.

Nella pagina Facebook Lusignano vengono riportati i seguenti:

1) ''La segnalazione che anticipa la presenza di apparecchi di controllo elettronico della velocità deve specificare se si tratta di apparecchi fissi o mobili''

2) Non basta che l’autovelox sia segnalato, ma deve anche essere BEN VISIBILE: il che si traduce nel divieto di installare apparecchi elettronici su auto “civette” nascoste tra i cespugli, dietro le curve o su auto non di proprietà delle forze dell’ordine. In caso di appostamento notturno devono essere accese le luci di segnalazione della volante.

3) La segnaletica che avvisa della presenza dell’autovelox deve essere collocata con adeguato anticipo rispetto alla postazione, ossia a distanza tale da garantire “il tempestivo avvistamento della postazione anche tenendo conto della velocità locale predominante”.

4) La dicitura della segnaletica non deve essere equivoca. Il che vuol dire che, nel caso di autovelox, la cartellonistica deve indicare “Controllo elettronico della velocità”, mentre, nel caso di tutor, il messaggio agli automobilisti deve specificare che il rilevamento viene effettuato attraverso un diverso tipo di strumento (il tutor, appunto), che consente il rilevamento della velocità attraverso due telecamere: una posta all’inizio e l’altra alla fine di un tracciato prestabilito (e non in un preciso e unico punto come invece avviene con l’autovelox).

5) Quanto, invece, alle distanze minime si fa riferimento a quelle valide per i segnali di prescrizione fissate dal regolamento di attuazione del codice della strada: 250 metri sulle autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri sulle strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità superiore a 50 km/h) e 80 metri sulle altre strade.

6) Nel caso di postazioni fisse automatiche installate fuori dai centri abitati, la distanza minima tra l’autovelox e il cartello che impone il limite di velocità è di almeno 1 km.

7) Non sapendo come funziona, nel caso, come spesso accade, che questi dispositivi siano ''offerti'' da società esterne all'ente pubblico, in cambio di una percentuale sulle multe e la gestione propria dell'impianto. Se ad elaborare la multa fatta con l'autovelox non è stato un agente della municipale allora ci sono speranze di vedersi annullata la sanzione. Infatti, dal verbale di accertamento deve emergere "adeguatamente" che il rilevamento è stato fatto da "un agente preposto al servizio di polizia". Lo ha deciso la Corte di cassazione con la sentenza del 5 aprile 2011 n. 7785. I Supremi giudici hanno infatti accolt o le doglianze dell'automobilista che lamentava la mancata partecipazione della polizia municipale nelle fasi di "elaborazione dell'accertamento".

Il comune aveva esternalizzato l'intera gestione a una ditta esterna, indicando poi soltanto genericamente una "supervisione" da parte della Polizia municipale. Così facendo, però, risultava "indimostrata" l'esistenza di quell'elemento "di certezza e legalità" che "solo la presenza del pubblico ufficiale può garantire al cittadino". Sul Comune, dunque, incombeva l'onere - non assolto - di provare che la presenza del privato era limitata alla fase di installazione ed impostazione degli apparecchi; mentre la gestione degli stessi era "rimasta riservata ai pubblici ufficiali"; e che comunque il ruolo degli operatori tecnici fosse sempre "subordinato a quello dei vigili urbani".

Si afferma poi a riguardo “Detto questo, vista l'attuale situazione dell'impianto, del tutto non concorde con la giurisprudenza di cui sopra, invitiamo coloro che riceveranno le prime multe a far valere i propri diritti di fronte alla legge, chiamare un avvocato e fare ricorso al giudice di pace.

Affermano ancora alcuni cittadini “Migliorare la sicurezza stradale non è impestare ogni chilometro di strada con un autovelox, ma bensì assicurare prestazioni stradali migliori, dare uno spazio adeguato ai pedoni, inserire impianti di illuminazione, segnalare incroci, togliere le buche, inserire guard rail continui (sia per auto che per moto), creare una giusta gerarchia stradale cioè eliminare gli incroci ed evitare che una via a lenta percorrenza si affacci su una via a veloce percorrenza.”

Mara Cacace

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