Da qualche tempo Finale Ligure appare un po’ meno “verde”.
Davide Badano, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, dichiara: “Via Brunenghi è un vero e proprio cimitero di lecci. Innanzitutto mi auguro che ci sia la volontà di ripiantarli. E poi mi domando se le piante rimosse fossero realmente malate”.
Risponde Andrea Guzzi, assessore ai lavori pubblici: “Esiste un criterio preciso di catalogazione delle condizioni di salute delle piante. Quelle in via Brunenghi erano in categoria C e, alcune, anche in D: ciò significa che diverse parti del fusto erano marcite e presentavano delle carie. E consideriamo il fatto che non solo l’alberatura è da rifare: in vari punti la pavimentazione è dissestata, divelta dalle radici stesse delle piante o semplicemente usurata dal tempo. Tutti questi aspetti rientrano in un piano di riqualificazione della zona, mentre il piano del verde urbano ha già preso il via nel 2014 e lo abbiamo portato avanti in tutto il 2015”.
Aggiunge il sindaco, Ugo Frascherelli: “Anche i pini di via Dante e quelli di fronte alla stazione FS sono stati tagliati in quanto rischiavano di crollare sui passanti da un momento all’altro”.
Ma Andrea Guzzi precisa: “Per fortuna non è sempre così: il pino marittimo nel parco giochi davanti alle Poste è una pianta antica e di valore e abbiamo sostenuto degli investimenti per salvarlo, acquistando anche specifiche attrezzature apposite e intervenendo per metterlo in sicurezza. Mai come durante questa amministrazione sono state spese tante risorse per il verde, pur in un periodo economicamente non facile”.
Ancora il sindaco: “La sensibilità ambientale è importante. Io per primo soffro quando sono costretto a tagliare degli alberi che hanno una loro storia. Ma per il futuro staremo attenti anche a scegliere un’alberatura più rispettosa del suo contesto: alberi magari meno imponenti e appariscenti, ma le cui radici non devastino i marciapiedi”.
Marinella Geremia, capogruppo di “Finale Sempre”, segnala un altro problema: “Vedo che nelle vicine Pietra e Borgio Verezzi ci sono palme sofferenti perché colpite dal punteruolo rosso; non è possibile chiedere ai Comuni di intervenire, prima che il parassista si propaghi fino a noi?”
Frascherelli garantisce di avere avuto già un incontro con i colleghi delle altre città su questo problema: “Il punteruolo rosso non è un animale in grado di volare per così tanti km, ma purtroppo cade sui tetti dei vagoni ferroviari e così arriva da un paese all’altro grazie ai treni. Ma abbiamo fatto una riunione proprio per affrontare il problema”.
Conclude Giovanni Ferrari Barusso (Finale Sempre): “Mi raccomando: il verde è da sempre un aspetto importante del paesaggio finalese. Siamo noti come Riviera delle Palme, cerchiamo di non trasformare il lungomare in una specie di aeroporto, piatto e privo di alberi”.














