Il 9 novembre 2016, il Senato della Repubblica Italiana, con 154 voti favorevoli, 47 contrari e 6 astenuti, ha discusso e approvato la tanto attesa riforma della legge la legge 394/1991 istitutiva dei Parchi.
“Si tratta di un grande passo avanti per le aree protette italiane, tuttavia il percorso per 'chiudere' la legge deve ancora concludersi – commenta il presidente di Federparchi Europarc Italia Giampiero Sammuri – ma siamo convinti che ormai il più è fatto. E’ un risultato importante, storico”.
Spiega Dario Franchello, Savona,rappresentante nella comunità del parco naturale regionale UnescoBeigua Geopark consigliere e membro della giunta nazionale di Federparchi "Ci preme inoltre aggiungere che la Federparchi, negli ultimi anni, ha seguito con attenzione e presenza l'iter di modifica della 394, da quando se ne è cominciato a parlare nella Commissione Ambiente del Senato."
Era il 2011. Da allora i rappresentanti della federazione dei Parchi hanno partecipato a diverse audizioni presso la commissione, lasciando documenti che sono ancora depositati e consultabili.
Alla riforma sono stati dedicati almeno una decina di consigli direttivi che hanno prodotto deliberazioni e relativi documenti; se ne è parlato nei congressi del 2012 e del 2015. Inoltre il presidente Sammuri e altri dirigenti della Federparchi hanno partecipato a molti incontri pubblici, rilasciato interviste e scritto articoli.
Continua Franchello "Stupisce comunque leggere un comunicato stampa che, nella riforma approvata dal Senato, le associazioni ambientaliste hanno visto solo ombre e errori."
"Non hanno colto nemmeno uno di tutti quei numerosi aspetti positivi che rafforzano l’azione dei parchi nella tutela della biodiversità, nell’impegno a coniugare la tutela con lo sviluppo sostenibile, nell’approvazione dei piani di gestione, nel coinvolgimento partecipato delle comunità locali." afferma Franchello
Ed aggiunge "Che le associazioni non abbiano visto questi aspetti decisamente migliorativi, ma si siano impegnate in uno sterile esercizio di ricerca del difetto e dell’errore, dipende forse dalla loro mancanza di conoscenza di quell’agire quotidiano che i parchi italiani, nazionali e regionali, stanno sostenendo e che la riforma della legge è destinata a favorire e rafforzare."
Conclude "C’è comunque soddisfazione in Federparchi per il fatto che diverse proposte emerse dal tessuto nazionale dei Parchi e portate avanti dall’associazione, siano state recepite e inserite nel testo del Ddl. Ci auguriamo ora che la Camera esamini velocemente il provvedimento e, portando a compimento il grande lavoro svolto in commissione al Senato e votato in Aula, porti a rapida conclusione l’iter legislativo.














