/ Politica

Politica | 03 giugno 2018, 09:58

Savona, tari più alta per chi affitta le case ai migranti, Meles (M5S): "cosa inattuabile, priva di fondamento giuridico e illogica"

"Se il Pd avesse ascoltato noi e Ravera sarebbe mancato il numero legale"

Savona, tari più alta per chi affitta le case ai migranti, Meles (M5S): "cosa inattuabile, priva di fondamento giuridico e illogica"

Il consigliere comunale di Savona del Movimento 5 Stelle Manuel Meles ha espresso tutta la sua preoccupazione per quanto riguarda la mozione approvata in consiglio e presentata dalla Lega sul tema di un'applicazione più alta della Tari nei confronti di chi affitta le case ai migranti.

"La proposta della Lega è meramente ideologica e grazie al PD si è trasformata in una fantastica passerella mediatica, pur senza un fondamento logico e giuridico. Se avessero ascoltato noi e il collega Marco Ravera, sarebbe mancato il numero legale e, piccola lezione di comunicazione politica, la costruzione mediatica sarebbe stata nettamente differente e quindi negativa per la Lega (si parlerebbe, strumentalmente, di maggioranza spaccata sui propri temi e cose così, visto che erano 14 su 21), che invece esce bene, pur con una proposta che in realtà raggiungerebbe gli effetti opposti alle finalità annunciate" dice Meles.

"Quando ci sono queste mozioni tendenzialmente evito di intervenire, perché spesso sono sparate ideologiche e poco serie del mitico (mitico perché è un personaggio folkloristico) Bertolazzi, però è meglio fare chiarezza. La Tari è suddivisa tra utenze domestiche e utenze non domestiche. Le utenze domestiche hanno una tariffa articolata per numero di occupanti e per superficie. Le utenze non domestiche hanno una tariffa basata solo sui metri quadri. Proporre quindi che le coop che gestiscono migranti, che diventano conduttrici di immobili, paghino come utenze extralberghiere significa inquadrarle quali utenze non domestiche e pertanto non si considererebbe più il numero di occupanti, come invece ha suggerito la maggioranza" continua il consigliere comunale pentastellato.

"Se invece l’obiettivo è far pagare di più chi affitta l’immobile alle associazioni e cooperative che gestiscono migranti, si tratta di ridefinire l’inquadramento catastale a fini IMU (e quindi spetta all’Agenzia delle Entrate), posto che le seconde case hanno già comunque l’aliquota al massimo, quindi sarebbe di nuovo inutile. Se si seguisse lo schema illustrato nella mozione della Lega, la Tari potrebbe addirittura scendere perché non tiene più conto del numero di occupanti, mentre chi affitta l’immobile non verrebbe minimamente sfiorato dal problema. La Tari infatti colpisce il locatario, mentre sul locatore grava l’Imu. Quello che può fare il comune, al massimo, è fare più controlli circa il numero di occupanti reali rispetto a quelli comunicati dalla Prefettura, al fine di prevenire abusi, com’è successo recentemente".

"Non a caso pure l’assessore Montaldo, l’unico amministratore che dimostra sempre di sapere come funzionano le cose, dichiara che sarà una soluzione impraticabile e la Lega ha sempre ossequiato l’assessore al bilancio in ogni occasione possibile. Insomma, tanto rumore per una cosa inattuabile, priva di fondamento giuridico e addirittura illogica. A Savona si va avanti con gli spot propagandistici, spero che almeno al governo del Paese stiano meno in passerella e siano più concreti" conclude Manuel Meles.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium