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Politica | 01 agosto 2018, 12:30

Critiche dai finalborghesi: "Sfilata di politici ad accogliere Toti, e intanto il Borgo muore"

Replica la presidente del consiglio Sara Badano: "Svolgo un ruolo istituzionale super partes ma sono sempre disponibile per i cittadini e i loro problemi"

Critiche dai finalborghesi: "Sfilata di politici ad accogliere Toti, e intanto il Borgo muore"

Ha avuto una forte eco la visita del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sabato scorso a Finalborgo. Ma non tutti sono rimasti contenti. “Una parata di pura visibilità politica”, è il commento di alcuni finalborghesi, che aggiungono: “Abbiamo assistito a una processione di politici che hanno fatto campagna elettorale a Finalborgo e dopo le votazioni non si sono mai visti. Salviamo solo Claudio Casanova, l’unico di questa amministrazione che si è sempre interessato del Borgo e dei suoi problemi, è presente e disponibile, nonostante non sia nemmeno di Finalborgo. Tanti altri si fanno vedere solo in occasioni istituzionali. Alla prossima campagna elettorale troveranno solo delle porte chiuse”.

La rabbia dei finalborghesi è principalmente incentrata sul degrado: “Il Borgo deve essere un fiore all’occhiello della Liguria, esattamente così come è stato descritto a Toti; invece ultimamente è sporco, trasandato, tra panchine da riverniciare, strade dissestate e fiorere rotte”.

Critiche alla presidente del consiglio comunale: “Sara Badano ha costruito la sua campagna elettorale sul Borgo, doveva essere il tramite tra noi e il palazzo, da lei ci aspettavamo qualcosa di più”.

Replica la presidente del consiglio Sara Badano: “Sono andata ad accogliere Toti non certo per parata di immagine ma in qualità di seconda carica istituzionale del Comune di Finale; per noi è un motivo di grande orgoglio avere avuto come ospite il presidente della Regione. La sua visita è un bel riconoscimento al lavoro fatto: abbiamo centrato gli obiettivi di questa importante campagna di marketing territoriale e per questo voglio dire grazie alle associazioni, vive e presenti nel Borgo, che hanno reso possibile tutto questo.

Forse è vero che io non sembro presente come referente per i finalborghesi, ma il mio ruolo è diverso: non mi è stato assegnato un assessorato ma un incarico politico super partes, quello di presidente del consiglio. Ho partecipato a incontri all’inizio del mandato per raccogliere le lamentele e mi sono persino esposta a critiche da parte di chi invece diceva che in qualità di presidente super partes non avrei dovuto farlo; ma nella vita di ogni giorno sono sempre aperta al dialogo con tutti. Vivo il Borgo con i miei bambini, sono disponibile con chiunque e mi sono sempre impegnata per il bene della città.

Sono disposta a espormi in maggioranza per fare presenti le istanze che mi vengono sottoposte, ma dopo questa fase c’è un intero percorso condiviso dalla intera maggioranza. Per cui spesso faccio presenti degli aspetti che vengono poi discussi in riunione, ma gli stessi finalborghesi non lo sanno. Mi rendo conto che fa più clamore urlare il malcontento generale, piuttosto che osservare l’impegno di chi lavora senza mettersi in mostra”.

Alberto Sgarlato

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