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Cronaca | 15 settembre 2018, 13:57

False assicurazioni auto: banda stroncata a Napoli. La querela partita da Savona (VIDEO)

Dieci le persone indagate (4 le misure cautelari e un obbligo di dimora e firma), tutte residenti in provincia di Napoli e Caserta, che stipulavano polizze false (97 solo in un mese e mezzo d’estate) scoperte grazie una serie di approfondimenti e tramite numerosi casi riscontrati nel nord Italia.

False assicurazioni auto: banda stroncata a Napoli. La querela partita da Savona (VIDEO)

Un’associazione a delinquere specializzata nel settore delle truffe ai danni delle compagnie assicurative. Questa è stato accertata dopo un’accurata e lunga serie di indagini svolte dalla Squadra Mobile di Savona, gestite dal dottor Ubaldo Pelosi con la Questura di Napoli e Caserta, per un ampio volume d’affari che ha portato ad un danno alle assicurazioni di circa 92mila euro nel periodo da luglio a metà agosto di quest’anno e nei periodi non estivi intorno ai 60-70 mila euro l’anno, oltre al mancato versamento dei contributi che sono dovuti al Fondo Nazionale per le Vittime della Strada.

Dieci le persone indagate (4 le misure cautelari e un obbligo di dimora e firma), tutte residenti in provincia di Napoli e Caserta, che stipulavano queste polizze false (97 solo in un mese e mezzo d’estate) scoperte grazie una serie di approfondimenti e tramite numerosi casi riscontrati nel nord Italia (Torino, Cuneo, Brescia, Cremona, ecc ecc) arrivati alla luce grazie all’incrocio dei dati in un’agenzia assicurativa savonese che ha presentato querela viste le diverse anomalie riscontrate, soprattutto nel ritardo nei bonifici, una serie di documenti e polizze false, oltre all’esame nelle banche dati della compagnia.

I truffatori infatti non si presentavano mai in agenzia ma stipulavano le polizie via telefono e mandavano la propria documentazione via pec, dichiarando di avere un nome e cognome fittizio, residente in provincia di Savona, mentre l’autovettura circolava a Caserta e Napoli.

La metodologia fondava le sue radici nella diversificazione delle tariffe delle compagnie assicurative, con risparmi nei premi elevatissimi visto che gli stessi approfittavano della legge Bersani prendendo l’identità di una persona esistente riuscendo a ricever la prima classe di merito (che si ottiene grazie agli stati di matrimonio e di famiglia). 

Un metodo insidioso per le compagnie che non potevano accertare la truffa poiché veniva sfruttata l’estensione del principio della prima classe anche alla vendita e alla rottamazione e le polizze, inoltre, erano associate a casi di incidenti stradali per importi dai 1500 e 3000 euro.

I promotori della truffa sono stati identificati in Giuseppe Dario, classe ‘76 di Napoli, e Vincenzo Spina del ‘79 di Pozzuoli, titolari di un agenzia di brokeraggio, i quali facevano da trade union con i procacciatori di clienti, i fratelli Antonio e Gennario Carbone rispettivamente del ‘79 e del 78. Alcune compagnie di assicurazione erano in concorso e sono indagate, alcuni titolari delle compagnie erano consapevoli altri erano ignari. Tra le compagnie più volte colpite dai truffatori la compagnia online Genertel.

Nel mese di agosto sono state effettuate diverse perquisizioni, su un computer sono state trovate 112 foto tessere di persone di genere maschile e femminili, documenti in bianco, tutto il necessario per la falsificazione assicurativa. 

Luciano Parodi

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