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Attualità | 28 settembre 2018, 12:00

Vado, i lavoratori di Bombardier scioperano e scendono in strada: “Salviamo i posti di lavoro e la fabbrica” (FOTO e VIDEO)

Scenari drammatici per i dipendenti dell’azienda vadese dopo l’incontro di ieri al Mise: questa mattina sciopero e corteo che ha bloccato l’Aurelia

Vado, i lavoratori di Bombardier scioperano e scendono in strada: “Salviamo i posti di lavoro e la fabbrica” (FOTO e VIDEO)

Dopo l’incontro di ieri al Mise a Roma, che ha di fatto portato alla luce riscontri drammatici dal punto di vista occupazionale, questa mattina i lavoratori di Bombardier hanno deciso, al termine dell’assemblea, oltre che di scioperare anche di scendere per strada bloccando la via Aurelia a Vado Ligure (traffico a corsie alternate almeno fino alle 13.30).

Il prossimo 30 ottobre ci sarà un ulteriore incontro al Mise, nel frattempo gli scenari non sono positivi: il Gruppo ha cambiato il piano industriale e non garantisce il mantenimento del sito oltre la seconda metà del 2019. 

Il ritardo nella collaborazione con Hitachi per la produzione dei treni regionali a potenza distribuita è dovuto anche ad una propria volontà con relativo cambio di piano industriale che porta Bombardier a prediligere una ipotetica collaborazione con Hitachi sull'alta velocità. 

"Peccato però che col cambio dei vertici Trenitalia l'opzione di una gara per ulteriori 50 Zefiro 1000 (di cui 15 opzionando il precedente contratto tra Trenitalia, Hitachi e Bombardier) non sia più, almeno per il momento, in campo. Pertanto l'unico carico di lavoro su cui lo stabilimento può contare è quello legato alle locomotive DC3 con termine estate 2019. Se saranno confermati ulteriori 12 mesi di cigs straordinaria per area di crisi industriale complessa (al netto di positive novità sugli ammortizzatori sociali che potrebbero a breve uscire) la visibilità di sopravvivenza della fabbrica di Vado è fissata fine 2019. È pertanto finalmente chiaro a tutti che stante così le cose il sito è destinato a chiudere e che non si può aspettare oltre per intervenire facilitando soluzioni atte a scongiurare questo drammatico epilogo" spiega Andrea Mandraccia, segretario Fiom Cgil.

"Condividiamo la posizione del Governo espressa dal vice capo gabinetto Giorgio Sorial secondo cui le multinazionali non possono solo chiedere ma devono anche dimostrare di voler investire nel nostro Paese redistribuendo un po' dei molti profitti fatti in passato - spiega il segretario Fiom Cgil - A tal proposito ribadiamo come a Vado debbano essere prodotte anche le locomotive MS3 per TX Logistik (azienda che ha in Trenitalia l'azionista di riferimento) attualmente destinate allo stabilimento tedesco di Kassel. Al tempo stesso è essenziale che il Governo metta in campo politiche di governance del settore al fine di evitare che, Hitachi mentre abbia problemi a soddisfare tutte le produzioni (ai treni regionali vanno infatti sommati gli elettrodiesel) che si è aggiudicata in grado di assivurare carichi di lavoro per molti anni, Bombardier chiuda l'unico stabilimento italiano. Che la soluzione passi attraverso la definizione di una collaborazione stabile con Hitachi recuperando velocemente il rapporto sui treni regionali (troviamo a tal proposito le argomentazioni addotte dall'amministratore delegato Corradi circa l'impossibilità di perseguire questa opportunità assolutamente strumentali anche in considerazione dell'intenzione del ministro Toninelli di prestare grande attenzione a questo settore per migliorare in tempi rapidi la condizione dei pendolari) o attraverso altre soluzioni più radicali per noi fa lo stesso".

"L'importante è salvare una storica fabbrica di un territorio, quello savonese, che rischia una nuova emorragia occupazionale e produttiva - continua Mandraccia -al prossimo incontro convocato per il prossimo 30 ottobre, tutte le Parti devono presentarsi al tavolo con soluzioni concrete anche attraverso il coinvolgimento del Ministero delle Infrastrutture, di Trenitalia e di Hitachi data che è stata assicurata massima attenzione sulla vertenza. Domani durante le assemblee decideremo con i lavoratori come aggiornare l'azione sindacale".

"Noi metteremo in campo tutto quello che serve per far sì che questo sito abbia la sua dignità, perché è un sito che ha sempre dato utili al gruppo ed è un sito che ha sempre fatto il suo lavoro in maniera eccellente - il pensiero di Christian Venzano (Fim Cisl) - purtroppo dopo, l'incontro di Roma di ieri, dovevamo avere delle risposte positive in realtà ci siamo trovati senza un piano industriale rispettato vecchio (quello che prevedeva i due pilastri, quello che prevedeva il merci e la parte dell'accordo con Hitachi sui treni regionali) e non abbiamo neanche un piano industriale nuovo che vada a compensare un cambio di direzione dell'azienda. A fronte di questo abbiamo un gruppo che fondamentalmente non fa gruppo, noi l'abbiamo ormai detto in tutte le salse: cioè che prende del lavoro in Italia, ma non ne porta quando ne deve portare. È giusto prenderlo, ma anche portarlo e addirittura non fa neanche tutto il lavoro che prende in Italia perché le multisistema le vuole portare in Germania. Questo per noi non va assolutamente bene, per noi deve puntare su tutto quello che può fare in Italia e addirittura prendersi carico di questa situazione e portare addirittura del lavoro da fuori perché per anni l'ha solo preso da qui e portato fuori".

"Noi abbiamo chiesto al gruppo che faccia il gruppo - ha aggiunto Venzano - e con questo siamo stati anche insieme al governo, che ha detto che adesso il gruppo deve dare evidenza di quello che dice: cioè che questo sito per loro è importante. Vogliamo risposte concrete".

Luciano Parodi

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