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Eventi | 06 marzo 2019, 13:30

"La casa sul mare" al cineforum gratuito di Albenga

Un nuovo appuntamento per la rassegna organizzata da "Iniziativa Laica Ingauna"

"La casa sul mare" al cineforum gratuito di Albenga

Sabato 9 marzo alle ore 21, presso l’Auditorium San Carlo di Albenga, prosegue il cineforum ad ingresso libero e gratuito organizzato dall’associazione “Iniziativa Laica ingauna”. In programma "La casa sul mare", di Robert Guédiguian.

Ecco la scheda del film.

La villa del titolo è grande, è bella, ma è non opulenta o lussuosa. È accogliente, e non arrogante. Incastonata sul fianco di una calanca vicino Marsiglia è stata costruita dal suo proprietario e dai suoi amici, che l'hanno dotata di un grande terrazzo semicircolare che è sinonimo di accoglienza. Quella villa, e il ristorante a prezzi popolari che è nato con lei, sono il simbolo di un'utopia che sta morendo, che non si sa più come continuare.

Chiamati al capezzale del padre anziano, dell'uomo che quell'utopia l'aveva concepita, tre fratelli avanti negli anni devono fare i conti con le loro storie e con la Storia, mescolando inestricabilmente politica e amore, dolori privati e tragedie collettive.

Ci piace perché

Ritroviamo un nostro beniamino, Robert Guédiguian. Francese di origine armena, lavora da sempre con lo stesso gruppo di attori, come Bergman o Almodovar. Il suo cinema è apparentemente semplice ma letterario, familiare, eppure cosmopolita. Nelle sue storie, spesso inserite in un piccolo microcosmo, i sobborghi di Marsiglia (la città dove è nato nel 1953), i personaggi si confrontano con la Storia, cercando di non esserne travolti, ma di esserne protagonisti. Guédiguian parla degli ultimi, ma è lontanissimo dagli snobismi populisti oggi di moda purtroppo anche al cinema. Il suo è il realismo nobile, non di maniera e senza stile, del grande cinema francese che fu.

La parola al regista

 

«Ogni tanto, direi ogni cinque o sei anni, sento una specie di bisogno di fare il punto. Di ritornare nei posti in cui ho girato i miei primi film, ma più che altro di tornare a occuparmi del mondo a cui ho dedicato i primi lavori. È un modo per fare il punto su me stesso, sulla mia intimità, sulla politica, sulla società e sugli ambienti sociali che fanno parte del mio cinema È un luogo particolare, ha la peculiarità di essere chiuso su sé stesso e al contempo aperto verso il mare e quindi verso il mondo intero. È come un teatro. Soprattutto d’inverno sembra abbandonato, e in quei giorni si può avere l’impressione che lì, un tempo, vi sia accaduto qualcosa. D’inverno, anche nelle giornate di sole, tutte le persiane sono chiuse: la sensazione è che la vita sia scomparsa. Una vita che in qualche modo va riparata, restaurata. In un certo senso la scenografia rappresenta perfettamente l’idea del film. Fin da subito è stato evidente che il film avremmo potuto girarlo solo d’inverno. Non era pensabile in nessun’altra stagione, perché d’estate c’è un mucchio di gente che fa il bagno, ci sono i bambini, c’è la musica. È vero che d’inverno la luce, a Marsiglia e nel sud della Francia, è particolare: crepuscolare, bella e dolce, capace di evocare un senso di scomparsa, ma con una sfumatura affascinante. Ancora prima di iniziare a scriverlo, io e il mio co-sceneggiatore Serge Valletti dicevamo che il film sarebbe stato triste ma bello. Io sono una forza del passato, come diceva il primo verso di una poesia di Pasolini. È vero però che per essere in armonia con il mondo in cui viviamo bisogna preoccuparsi dei diversi tempi della vita. Il passato ci deve servire per proiettarci verso il futuro. Bisogna parlare del passato, bisogna criticarne gli aspetti negativi, ma non si può farne una semplice astrazione. Credo che la lotta di oggi, quella che va al di là della nostra vita quotidiana e che si ricollega ad altre battaglie sul tema della condivisione della ricchezza, la ritroviamo nel nostro rapporto con i rifugiati. È lì il principale punto di contatto con le lotte che abbiamo combattuto anni fa e può dare al passato un nuovo senso. È il ritorno dell’internazionalismo, in un certo senso. La semplicità, almeno per me, è sempre una cosa a cui si tendere. È una mia preoccupazione costante che però non può essere teorizzata. Lo scopo è cercare di fare il gesto più semplice possibile, come fosse un disegno».

Ricordiamo infine, per chi volesse sostenere “Iniziativa Laica ingauna”, che è in corso la campagna di tesseramento per il 2019. Si può sottoscrivere la propria adesione (o il rinnovo della tessera) in occasione delle proiezioni all’auditorium San Carlo, attraverso il sito www.iniziativalaicaingauna.it cliccando sulla voce “Come aderire”, in occasione degli incontri che si svolgono nella sede di via Venezia 27 ad Albenga o su appuntamento telefonando al numero 339 7444286.

Alberto Sgarlato

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