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Politica | 11 dicembre 2019, 18:46

Crollo del viadotto "Madonna del Monte". Il ministro De Micheli ha riferito oggi in Parlamento

La titolare del ministero delle Infrastrutture ha parlato della situazione del ponte crollato lo scorso 24 novembre

Crollo del viadotto "Madonna del Monte". Il ministro De Micheli ha riferito oggi in Parlamento

E' arrivata in Parlamento questo pomeriggio, nella seduta delle 17.30, la situazione del viadotto "Madonna del Monte" sulla A6 in direzione Torino.

A riferire della questione alla Camera è stato il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, che ha parlato di quanto fatto finora nella gestione della porzione crollata e delle contromisure prese per garantire la sicurezza del viadotto lato sud, l'unico rimasto per garantire il collegamento rapida tra Liguria e Piemonte, ma anche tra costa ed entroterra.

Sostanzialmente confermato dal ministro quanto riportato fin dalle prime verifiche effettuate dagli enti e dai corpi preposti: a partire delle cause del crollo, ossia la frana su di un'are totale di 14mila metri quadrati che ha movimentato circa 30mila metri cubi di materiale, fino ai tempi (quattro mesi) ed alle modalità (ponte a campata unica) di ripristino del tratto autostradale, di gestione di Autofiori.

Restano sotto osservazione dunque il fronte franoso e le pile del viadotto sud, grazie ad un sistema di monitoraggio installato dal concessionario in collaborazione con la Fondazione CIMA e l'Università di Firenze, per evitare che la massa possa danneggiare anche i sostegni della carreggiata ancora in uso a doppio senso.

In caso di preallarme ed emergenze meteo, infatti, anche quest'ultima verrà interdetta al transito, in base al piano speditivo della viabilità sottoscritto con Regione, Prefettura, Comune di Savona, CIMA ed UniFi.

A conclusione l'annuncio dell'implementazione delle procedure di valutazione dello stato delle infrastrutture improntate ai migliori standard tecnici ed una rivisitazione dei criteri di priorità di intervento da parte dei concessionari autostradali. Consiglio superiore dei lavori pubblici sta perfezionando linee guida tecniche improntate alla sicurezza dei viadotti e ai criteri di transitabilità in corrispondenza di situazioni non conformi agli attuali standard tecnici.

Un'ultima parte di intervento particolarmente apprezzata dal pentastellato Simone Valente. Dopo aver sottolineato ancora una volta la necessità di un piano straordinario per la nostra regione nella soluzione dell'emergenza e nella prevenzione di essa, l'onorevole savonese ha tenuto a precisare come serva intervenire a 360 gradi sulla gestione della responsabilità. Toccata dunque la questione delle revoche ad Autostrade per l'Italia, cavallo di battaglia che il M5S ha già fatto suo ai tempi del crollo del Ponte Morandi con l'allora ministro alle Infrastrutture Toninelli.

A prendere parola è stato poi l'onorevole leghista Rixi: “Dopo più di un anno dalla tragedia del Morandi, il crollo del viadotto sulla A6 ha dimostrato che c’è ancora molto da fare. Bene le rassicurazioni della ministra De Micheli sull’individuazione di un ente terzo per i controlli, bene che si stia muovendo qualcosa per il sblocco di Ansfisa, ma non basta".

"La Liguria e il Paese hanno bisogno di tempistiche certe sulla partenza dei piani finanziari per gli investimenti dei concessionari nelle manutenzioni, che mi risultano ammontare a più di 13 miliardi di euro. Ci vogliono tempi certi su quando potranno riaprire a regime arterie fondamentali come l’A26. Oggi ci sono aziende in Liguria che non sanno quando potranno portare i propri manufatti in porto a Genova, quando potranno ricevere gli indennizzi per i danni del maltempo, quando i Comuni potranno essere rifondati delle spese sostenute per le somme urgenze. È urgente arrivare a un piano di regole, perché non si arrivi alla paralisi totale della Liguria e del Paese” ha dichiarato il responsabile delle infrastrutture della Lega.

A ringraziare la ministra De Micheli "per l'interlocuzione che abbiamo avuto sulla situazione del viadotto crollato in Liguria sulla A6, e sulle informazioni che ha fornito riguardo agli interventi di manutenzione straordinaria programmati e sulle iniziative rivolte finalmente alla separazione tra gestione e controllo delle infrastrutture" è stato il deputato di èViva, Luca Pastorino, che ha colto l'occasione per ringraziare il Governo dei fondi stanziati nel decreto fiscale e in quelli dedicati all'emergenza nei vari Comuni colpiti dall'alluvione, oltre alle varie procedure in deroga che agevolano il lavoro dei sindaci.

"L'attenzione - ha aggiunto poi Pastorino - va posta sul sistema produttivo e sociale della Liguria. Sul piano dello sviluppo economico, vanno monitorate le ricadute sulle realtà portuali di Genova e Savona e in generale sul livello occupazionale".

Sull'argomento è intervenuto anche l'onorevole Vazio: "Il Governo e il Ministro hanno riservato un’attenzione particolare alla Liguria e al savonese. Sono stati già stanziati 40 milioni per le somme urgenza e il Governo ha già annunciato che altri 140 milioni saranno a brevissimo a disposizione per coprire tutte le necessità dei territori martoriati dalla calamità".

"Dobbiamo essere grati al Ministro De Micheli per la sua efficienza, ma soprattutto per la sua sobrietà; alle parole e alle passerelle a cui purtroppo abbiamo spesso assistito, sono stati preferiti i fatti. Bisogna insistere e chiedere i fondi per i ripristini, ma abbiamo il dovere di lavorare per il potenziamento e l’efficientamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie. In Liguria crollano i ponti, si chiudono i viadotti e franano le strade. Sui ponti e sulle autostrade liguri passano le persone, ma passa o muore anche l’economia non solo della Liguria e dei suoi porti ma anche di tutta l’Italia" conclude poi Vazio.

Mattia Pastorino

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