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Cronaca | 21 gennaio 2020, 14:10

Imperia: operazione 'Bengodi', sgominato clan marsigliese di ladri di bancomat che agiva tra Italia, Francia e Spagna con "colpi" anche nel Savonese

Agivano all'estero, convinti di rimanere impuniti una volta oltrepassata la frontiera. Un centinaio gli episodi contestati, per un totale dei furti che ammonta a circa 65mila euro in pochi mesi

Imperia: operazione 'Bengodi', sgominato clan marsigliese di ladri di bancomat che agiva tra Italia, Francia e Spagna con "colpi" anche nel Savonese

Erano di base a Marsiglia ma erano soliti agire anche in provincia di Imperia, i 6 francesi di origine magrebina arrestati nell'ambito dell'Operazione Bengodi. La banda era specializzata nel furto di bancomat ai danni di anziani e turisti, oltre a rubare le tessere, i ladri carpivano il pin seguendo le vittime ed una volta impossessatisi della carta andavano subito a prelevare denaro oppure le utilizzavano per effettuare acquisti online.

La parola fine alla vicenda è stata messa grazie alla collaborazione tra la Squadra Mobile della Questura di Imperia e dal Groupe de la Délinquance astucieuse della D.D.S.P. di Bouches du Rhone. Il D.Lgs. nr. 34 del 15 febbraio 2016, attuativo della normativa europea, ha consentito, per la prima volta, su richiesta delle Autorità italiane, di costituire tra Italia e Francia un Joint Investigation Team nell’ambito della criminalità comune, con un chiaro messaggio per chi delinque: non esistono più frontiere al contrasto al crimine, anche quando non si tratta di criminalità organizzata.

"Queste persone - ha commentato il procuratore capo Alberto Lari pensavano di rimanere impunite solo per aver oltrepassato la frontiera, ma non è stato così. Abbiamo avviato una sinergia istituzionale per fornire risposte immediate ai cittadini di tutte le nazioni coinvolte e tutelare le vittime. Si tratta di soggetti con un notevole spessore e un conseguente pedigree criminale. Astuti, veloci e rapidi; impossibile prenderli in flagranza, ma attraverso questa squadra siamo riusciti a ricostruire tanti episodi".

"Siamo riusciti a trovare in tutti gli episodi criminosi, - ha commentato il pm Francesca Buganè Pedretti - un unico trait d'union che ci ha permesso di ricostruire il tutto in pochissimi mesi. Siamo di fronte a dei veri e propri clan che agivano anche in Italia, poiché ormai nei loro territori erano conosciuti, e quindi pensavano di non essere individuati".

"Questa indagine - ha spiega il procuratore aggiunto di Marsiglia André Ribes - è importante non solo per il risultato conseguito, ma anche perché apre alla polizia del futuro e alle procure di domani un abitudine di lavoro efficiente ed efficace. Nessuno resta impunito".

"Agivano con una modalità scientifica - ha spiega il capo della squadra mobile Giuseppe Lodeserto - attraverso uno schema stabilito e collaudato. Fingevano di aiutare anziani, donne o comunque soggetti apparentemente deboli, per poi senza scrupolo impossessarsi del loro denaro. Oltre al furto dei soldi abbiamo anche accertato che impiegavano il denaro per acquisti vari in negozi e centri commerciali".

L'indagine internazionale è durata circa un anno ed è stata coordinata dalle Procure della Repubblica di Imperia e Marsiglia. I ladri sono stati arrestati la scorsa settimana nella città transalpina. Dopo il periodo di “garde à vue” - una sorta di “fermo di polizia giudiziaria” che per queste tipologie di reati è della durata di 24 ore, prorogabili di altre 24 - i fermati sono stati interrogati e molti di loro, alla luce del corposo materiale investigativo raccolto a loro carico, hanno ammesso le proprie condotte delittuose.

Stando a quanto appurato dalla Polizia, il gruppo è stato responsabile di almeno un centinaio di episodi ai danni di oltre 35 vittime di diverse nazionalità, tutti commessi in diverse province del nord Italia. I criminali erano soliti agire in coppia, mentre le vittime effettuavano prelievi di denaro presso sportelli bancomat o distributori di benzina, sfilando loro con destrezza il bancomat, carpendone il relativo codice PIN e riutilizzando le carte rubate per pagamenti e/o prelievi fraudolenti di denaro, per un ammontare complessivo accertato in decine di migliaia di euro.

In base agli elementi raccolti nell’indagine della Squadra Investigativa Comune italo-francese, era stata individuata anche una settima persona quale gravemente indiziata di analoghi episodi delittuosi commessi insieme ad alcuni dei fermati; quest’ultima, tuttavia, era già stata arrestata, di recente, dalla polizia Spagnola, per reati commessi in quel territorio.

Al termine delle operazioni – con la partecipazione di personale della Squadra Mobile di Imperia e nel corso delle quali sono stati sequestrati oltre 40mila euro in contanti, un’autovettura “clonata” e munita di una carta di circolazione rubata in Sicilia nel 2014 nonché altre autovetture di lusso – i fermati sono stati trasferiti in custodia cautelare nel carcere di Marsiglia, in attesa di essere processati il prossimo mese di febbraio da quel Tribunale di Grande Istanza.

Le pene sanzionatorie in Francia sono simili a quelle previste in Italia, e prevedono una condanna fino a sette anni, ma se il soggetto imputato ha dei precedenti specifici, come in questo caso, rischia fino a quattordici anni di carcere. Gli inquirenti, a seguito degli arresti hanno effettuato alcune perquisizioni, che hanno portato al sequestro di 46mila euro in contanti e gli indumenti che usavano per fare i colpi, si pensa che l'ammontare dei furti sia di circa 65mila euro.

(I filmati non si riferiscono agli episodi contestati alla banda al centro dell'operazione Bengodi ma mostrano un modus operandi simile attuato da questa tipologia di ladri. Questo perché in Francia non è possibile diffondere immagini di indagini in corso ndr)

Francesco Li Noce (Redazione Sanremonews)

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