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Attualità | 18 giugno 2020, 10:27

Ceriale, il videomessaggio di fine anno della Prof: "Ragazzi, sono fiera di voi"

Un gesto toccante che ha commosso gli studenti e le famiglie, realizzato dalla docente Florinda Gaglianone, insegnante di musica presso le "Fratelli Cervi"

Nella foto, tratta dal profilo Facebook del plesso, un dettaglio del cortile decorato dai ragazzi in stile Keith Haring

Nella foto, tratta dal profilo Facebook del plesso, un dettaglio del cortile decorato dai ragazzi in stile Keith Haring

“Sono fiera di voi”. Un videomessaggio su Youtube agli studenti per esprimere gratitudine, di fronte alla capacità di reagire positivamente e costruttivamente alle esigenze della didattica a distanza; un appello per ricordarsi sempre del valore e dell’importanza dello studio; un gesto che ha raggiunto il cuore dei ragazzi e delle loro famiglie.

A ideare questo gesto è stata Florinda Gaglianone, docente della scuola secondaria di primo grado (ex scuola media) “Fratelli Cervi” di Ceriale (facente capo all’Istituto Comprensivo Albenga 1), insegnante di musica in tutte le classi e responsabile di plesso.

Chiediamo alla protagonista di questa vicenda un bilancio di un anno scolastico decisamente atipico.

Professoressa Gaglianone, come è nata l’idea di questo video?

“Non è certo stato il primo. Fin dall’inizio della didattica a distanza la mia prima preoccupazione è stata quella che i ragazzi non si sentissero soli e abbandonati. Inoltre è tradizione che ogni anno chiudiamo l’anno scolastico con una festa, anche per salutare gli studenti più grandi che dall’anno successivo intraprenderanno altre strade. Stavolta tutto questo non è stato possibile e quindi mi è venuto spontaneo realizzare almeno un video di commiato”.

Quali sono state le più grandi difficoltà di fronte alla didattica a distanza?

“Sicuramente si percepisce il fatto che viene a mancare l’energia del gruppo classe, non si possono creare le dinamiche di gruppo che, con la coesione, a volte magari anche con lo scontro costruttivo che aiuta a crescere, uniscono il rapporto umano all’insegnamento. Diventa difficile dietro uno schermo riprodurre quell’energia”.

La musica è un linguaggio positivo e universale. Quanto ha aiutato essere insegnante di musica in questa fase?

“Ha aiutato loro. Io chiedo sempre ai miei alunni di essere ‘persone musicali’. Questo non significa necessariamente solo studiare un brano ed eseguirlo, ma prima di tutto guardarsi dentro e cercare le emozioni che esso stimola. Con i miei alunni parliamo molto della ‘loro’ musica, dei loro gusti, per i ragazzi la musica è importante sempre e a prescindere. E poi in questa fase di quarantena è stato importante tenere la mente impegnata con attività pratiche: li ho invitati a studiare uno strumento musicale, ma anche a disegnare, a coltivare la manualità in vari modi”.

Sarà più difficile ripartire a settembre dopo questo “annus horribilis”?

“Paradossalmente sotto certi aspetti credo che sarà persino più facile. Tanti ragazzi mi hanno detto che non si sarebbero mai aspettati di sentire così tanto la mancanza della scuola e invece hanno avvertito questo vuoto. Per cui si verrà a creare un entusiasmo che aiuterà a ripartire. Poi starà a noi insegnanti tenerlo costantemente vivo”.

Se potesse esprimere un desiderio per l’anno scolastico 2020/2021, quale sarebbe?

“Ne avrei due. Il primo, più pratico, sarebbe quello di poter organizzare una grande festa tutti insieme per coinvolgere e salutare degnamente quegli studenti che hanno ultimato il loro percorso di studi e stanno partendo verso altre esperienze di scuola e di vita. L’altro è che la malinconia e il senso di vuoto generati dal lock down si trasformino in curiosità e voglia di scoprire e di apprendere, e che questa ritrovata energia ci accompagni per tutta la vita. Ma che sia così anche per gli adulti, non solo per gli studenti”.

Alberto Sgarlato

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