/ Cronaca

Che tempo fa

24 Ore

Cerca nel web

Cronaca | 27 luglio 2020, 15:56

Condanna adozioni in Kirghizistan, le reazioni delle famiglie truffate: “Ora vogliamo sapere che fine hanno fatto i bambini” (VIDEO)

Condannata a 4 anni l’allora presidente dell’associazione Airone Onlus Silvia La Scala, assolta la traduttrice Inna Trouckhan

Condanna adozioni in Kirghizistan, le reazioni delle famiglie truffate: “Ora vogliamo sapere che fine hanno fatto i bambini” (VIDEO)

 “Siamo soddisfatti, sicuramente la giustizia italiana dimostra che l’Italia è ai primi posti nella difesa dei diritti dei bambini. Dopo 7 anni di processo penale otteniamo una sentenza importante, vogliamo sapere che fine hanno fatto i bambini in Kirghizistan”.

Parole di soddisfazione da parte dell’avvocato Pierfrancesco Torrisi, difensore delle 5 parti civili che si sono costituite nel processo legato alle maxi truffa delle adozioni in Kirghizistan arrivato a sentenza quest’oggi in Tribunale a Savona e che ha visto condannata per truffa a 4 anni l’ex presidente dell’associazione Airone Onlus, che aveva sede ad Albenga, Silvia La Scala (assolta per il reato di associazione per delinquere perchè il fatto non sussiste). Assolta invece la traduttrice che operava per la Onlus da Bergamo, la bielorussa Inna Trouckhan.

Secondo gli inquirenti, i vertici dell’associazione “Airone” che era autorizzata ad operare nel settore dalla Cai (Commissione per le Adozioni Internazionali), mandavano le coppie in Kirghizistan con la promessa che la procedura per i bambini sarebbe stata semplice e veloce rispetto ad altri paesi esteri.

I bambini che però erano stati associati alle famiglie italiane non erano adottabili e, in alcuni casi, erano già stati dati a coppie statunitensi. Le coppie, aspiranti genitori che si erano affidati alla onlus ingauna, non sapendo a che cosa andavano in conto, continuavano a versare importanti somme di denaro.

Nel 2013, una esasperata coppia di Pisa, aveva deciso di denunciare quello che stava succedendo. Poco dopo erano arrivate denunce molto simili da Roma e da Bergamo.

“Dopo 7 anni si è riaperta oggi una ferita grandissima - spiega Vincenzo Armandi che insieme alla moglie Paola Borghese è stata una delle coppie truffate che si sono costituite parte civile - in un processo dove si parla di bambini che non abbiamo più visto, una di quelle bimbe l’abbiamo tenuta in braccio e non sappiamo più che fine ha fatto. Oggi siamo contenti in parte di questa sentenza ma il prossimo passo con il nostro avvocato vogliamo cercare dove sia finita la bambina. Non possono mai colmare il danno che ci hanno fatto sia morale che tutto il nostro equilibrio psicofisico”.

“Una sentenza giusta per non creare un precedente, purtroppo sono passati anni e il periodo dell’adozione per il sottoscritto è stato duro, una settimana da incubo. Per arrivare ad adottare un bambino non si può arrivare dove siamo arrivati noi - ha continuato Angelo Oscar Cavaterra truffato insieme alla moglie Daniela Rabbia - personalmente l’episodio più brutto per me è stato quando mi hanno strappato la bambina dalle mani e mi hanno accusato di pedofilia, in quel momento mi sono visto cadere il mondo addosso. È stato un periodo bruttissimo, siamo contenti della condanna”.

“Ci muoveremo attraverso il Governo italiano se sarà possibile contattare i bambini e speriamo nel risarcimento nel danno, non per ottenere dei soldi ma affinché questo possa anche essere dato per opere benefiche a supporto di altre famiglie. In Italia non possono essere mandate allo sbaraglio delle coppie per adottare in paesi che non sono pronti,si potrà adottare solo in paesi sicuri” ha concluso l’avvocato Torrisi.

Luciano Parodi

MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium