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Attualità | 17 settembre 2020, 14:55

Situazione Tpl Linea: ancora malcontento tra studenti e pendolari

I bus una volta raggiunto l'80% della capienza non possono più fermarsi a caricare altri passeggeri. Qualcuno prende un taxi, qualcun altro, indispettito, chiama le forze dell'ordine

Situazione Tpl Linea: ancora malcontento tra studenti e pendolari

Proseguono le segnalazioni alla redazione di Savonanews relative ad alcuni disagi nel traffico degli autobus, soprattutto contestualmente agli orari di entrata e uscita delle scuole.

Come aveva già spiegato ai nostri microfoni l'avvocato Giovanni Ferrari Barusso, Direttore Generale di Tpl Linea, nonostante costanti aggiornamenti e un tavolo tecnico allestito con le scuole e con i sindaci della provincia, alcuni disservizi sono legati al fatto che gli orari delle scuole non sono ancora perfettamente definiti, per la carenza di professori: ciò comporta uscite fuori orario di gruppi di studenti che vanno a "spiazzare" in parte quell'equilibrio tra calendario scolastico e nuove corse bis che Tpl Linea sta cercando di raggiungere. Tuttavia si dovrebbe arrivare a una normalizzazione entro pochi giorni.

Disagi occasionali e comunque non gravi si sono verificati in particolare a Savona, città capoluogo nella quale si concentra un'elevata presenza di scuole; a causare questi problemi è anche la voce del DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che impone un riempimento massimo dei bus per l'80% della capienza.

Di fatto, che cosa succede? Quando gli autisti vedono che la soglia dell'80% è raggiunta, per non violare la legge non possono più fermarsi a caricare altri passeggeri. Si formano così assembramenti alle fermate e, nonostante le oltre 30 corse aggiunte, tra il traffico (un settembre dalle temperature agostane non giova di certo, per via degli ancora numerosi turisti) e gli orari scolastici da definire, può succedere che passino tempi piuttosto lunghi tra una corsa e un'altra. 

Alcuni studenti telefonano ai genitori per farsi venire a prendere alla fermata, scombussolando così i loro programmi. Altri si raggruppano per dividere la spesa di un taxi, con costi più elevati rispetto al biglietto del bus; in alcuni casi si è assistito anche a persone che, infastidite, si sono rivolte alle forze dell'ordine, dalla Polizia locale ai Carabinieri. E non manca chi decide di incamminarsi a piedi verso casa, anche con diversi chilometri di strada da affrontare.

Redazione

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