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Politica | 02 ottobre 2020, 10:30

Direttore teatro Chiabrera, Di Padova (Pd): "Contenti per la decisione del consiglio, Savona ha fame di cultura"

La capogruppo dem non ha fatto mancare alcune stoccate al sindaco Caprioglio e l'assessore Rodino per la gestione

Direttore teatro Chiabrera, Di Padova (Pd): "Contenti per la decisione del consiglio, Savona ha fame di cultura"

Dopo la mozione approvata in consiglio comunale che ha portato il sindaco a fare dietrofront sul bando di assunzione del nuovo direttore, che ha visto mettersi di traverso prima 56 artisti savonesi con una lettera e poi in maniera compatta sia la maggioranza che la minoranza in terza commissione e in consiglio per chiedere che il ruolo sia sdoppiato in due con una gestione separata del ruolo artistico e amministrativo, arriva la dura presa di posizione del Partito Democratico.

 

 

"Rispetto al bando del Comune per individuare la figura che sostituirà Roberto Bosi alla guida del Chiabrera, abbiamo sollevato la questione mesi fa sperando che ci fosse lo spazio di una riflessione ulteriore, necessaria e richiesta da più fronti: quello politico, quello civico e quello del mondo della cultura di cui l’assessorato dovrebbe essere riferimento importante. L’esito della terza commissione e della mozione portata insieme ai colleghi nel Consiglio di ieri, lascia qualche interrogativo soprattutto sull’atteggiamento del Primo cittadino. Che ha prima difeso la scelta del bando, poi attaccato i firmatari della lettera di conflitto di interesse "avevo la fila alla porta", - con una certa caduta di stile - poi detto che i firmatari non sono credibili perchè non sono abbonati (!) per poi votare a favore della mozione contraddicendo quello che aveva affermato sia lei stessa, che il suo Assessore alla cultura pochi minuti prima. Viene da dire, delle due l’una: se ne traggano le conseguenze" ha spiegato la capogruppo dem Elisa Di Padova.

"Colpisce poi l'assillante e strambo richiamo alla "trasparenza": anche gli incarichi temporanei si possono dare attraverso una procedura di assoluta trasparenza magari con la nomina di una commissione di alto profilo culturale. Vediamo i vari passaggi: ci sarebbe stato e c’è tutto il tempo per aprire un confronto con la città e studiare le possibili opzioni su una scelta così importante per le politiche culturali. Era importantissimo che questo passaggio non fosse interpretato come una semplice sostituzione di personale: stiamo parlando del teatro Civico che riteniamo debba avere un’importanza profondissima nella formazione dei cittadini di domani" continua Di Padova.

"Il bando lasciava perplessi soprattutto per due ordini di motivi: si cerca in un'unica figura la competenza amministrativa di gestione e quella artistica di programmazione.E il tempo indeterminato: meglio e più in linea con i tempi una selezione per un numero limitato di anni a cui affidare e richiedere risultati misurabili sia in termini quantitativi che qualitativi. C’è oggi la possibilità di aprire un nuovo ciclo, ispirandosi a tanti diversi modelli di gestione di teatri civici in Italia. Perchè modelli che funzionavano molti anni fa oggi, con i cambiamenti nel panorama culturale italiano e internazionale e con le maggiori incombenze in ambito amministrativo, potrebbero risultare decisamente vincolanti per la vivacità culturale della nostra città - specifica Elisa Di Padova - Se apriamo le porte a esperti di alta qualità riconoscibili nel panorama artistico nazionale, gettiamo ponti di opportunità anche per le nostre esperienze e produzioni culturali cittadine, aprendoci verso l’innovazione. Sarebbe un peccato che Savona si privasse della figura di un direttore artistico, magari un nome di spicco inserito nel panorama nazionale che quindi in quel panorama possa fare dialogare e attivare collaborazioni di rilancio e crescita per Savona".

"I modelli a cui ispirarsi sono molti. Fermarsi, condividere e perché no, cercare sinergie e collaborazioni con le realtà a noi più vicine – penso alle principali Fondazioni - alla ricerca di un modello innovativo, prima di compiere una scelta determinante come questa non è un gesto di debolezza ma di dimostrazione del valore che si vuole dare alla cultura nella nostra Città. Lieti che il Consiglio abbia fatto unanimemente un passo in questa direzione. Dispiaciuti che sia la direzione opposta di Sindaco e Assessore che dovrebbero essere i riferimenti e i primi a porsi quest’ordine di interrogativi. Savona ha fame di cultura e il Teatro è un'espressione importantissima delle sue politiche culturali: faccia un passo verso l'innovazione si apra alla città e al futuro in maniera dinamica" conclude la capogruppo del Pd.

Redazione

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