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Sanità | 11 novembre 2020, 12:17

No alla chiusura del punto nascite del Santa Corona: "Una questione di territorio e non di partiti o di politica" (VIDEO)

Operatori sanitari, sindaci del comprensorio, esponenti del mondo sindacale e cittadini uniti per tutelare il reparto del nosocomio pietrese: "La temporaneità del provvedimento non ci rassicura"

No alla chiusura del punto nascite del Santa Corona: "Una questione di territorio e non di partiti o di politica" (VIDEO)

Si è svolto questa mattina di fronte ai cancelli del Santa Corona il presidio per tutelare il futuro del Punto Nascite del nosocomio di Pietra Ligure dopo lo spostamento temporaneo al San Paolo di Savona. Un'iniziativa che ha visto la mobilitazione del personale direttamente coinvolto nello stravolgimento del reparto di ostetricia e ginecologia del nosocomio pietrese, unitamente a diverse figure del mondo politico, di quello sindacale e alla cittadinanza.

"Sono qui in rappresentanza di tutti i sindaci del distretto albenganese e del distretto finalese - ha dichiarato Luigi De Vincenzi, sindaco di Pietra Ligure - sono stato delegato a parlare per loro vista anche la situazione particolare della zona arancione in vigore da oggi. Ieri c'è stata un'importante riunione con i distretti finalese e albenganese insieme, è stato prodotto un documento che, pur tenendo conto delle rassicurazioni che sono state date da parte della Regione sulla momentaneità dello spostamento, chiede due cose: che non venga chiusa ostetricia e ginecologia, la Liguria ha una conformazione particolare e c'è il rischio che da Imperia a Savona le distanze siano troppe viste anche le nostre infrastrutture. Questa chiusura mette a rischio la sicurezza delle madri e dei nascituri. Inoltre, tale chiusura mette in discussione il DEA di secondo livello: la cosa ci preoccupa molto e i sindaci ne hanno fatto una questione di territorio e non di partiti o di politica. È una richiesta che facciamo alla Regione, un ripensamento immediato su quello che è stato deciso e siamo convinti che il nostro territorio abbia bisogno di questo servizio".

La questione del trasferimento del punto nascite del Santa Corona e della riorganizzazione del reparto di ostetricia e ginecologia è stata affrontata anche nell'ultima seduta del Consiglio comunale pietrese con le mozioni a tutela dell'ospedale di maggioranza e minoranza approvate all'unanimità: "Questo dimostra che le battaglie di buon senso non devono avere colore politico - ha spiegato Silvia Rozzi, consigliere di minoranza di Fratelli d'Italia - la dimostrazione è stata l'approvazione dei tre punti all'ordine del giorno, sia quello presentato dall'amministrazione comunale che quelli presentati dalla minoranza. Il fatto di toccare dei dei presidi all'interno del DEA di secondo livello la troviamo una cosa assolutamente di non senso, benché confidiamo nella parola data dal presidente Toti perché sappiamo essere una persona seria. La temporaneità del provvedimento non ci rassicura comunque perché un DEA di secondo livello, l'unico ad oggi possibile per tutto il ponente ligure, non si tocca".

"Una mobilitazione che riguarda tutto il comprensorio savonese, riguarda un nuovo modello di sanità non solo nel savonese ma in Liguria - il commento di Andrea Pasa, segretario provinciale della CGIL - la CGIL oggi è presente a questo presidio perché pensiamo che la strategia utilizzata per contenere il virus non possa essere solo quella di chiudere interi reparti. Qualche tempo fa è accaduto all'ospedale di Cairo, poi è passato all'ospedale di Albenga e questa settimana tocca all'ospedale di Pietra Ligure con due reparti che sono fondamentali per tutta la comunità".

"Nel corso della riunione di ieri ho cercato di puntare il dito su quella che è l'emergenza ostetrica - ha invece sottolineato Clara Bricchetto, assessore alla sanità e ai servizi sociali del comune di Finale Ligure e presidente del distretto sociosanitario finalese - essendo stata un'ostetrica e avendo coordinato i poli di Pietra Ligure e Savona, mi rendo conto che per avere un punto nascite efficace bisogna garantire l'emergenza ostetrica che interviene per salvare due vite. Questa è la parte essenziale della questione, insieme al fatto che il nostro ponente è oramai da tempo sguarnito di tutto quello che era il lavoro Asl territoriale attraverso i consultori. Secondo me prima di fare un trasferimento di questo tipo bisognava guarnire il territorio di tutte quelle strutture necessarie per prevenire. Il punto nascite del Santa Corona ha sempre poi svolto un lavoro ottimo, sia nei periodi più tranquilli che nel periodo estivo: capiamo che in questo momento ci sono delle necessità a cui la ASL deve ottemperare, però prima di depauperare un pronto soccorso, perché di fatto ostetricia lo è, si potevano fare altre scelte. Spero che questo provvedimento sia momentaneo".

"Oggi è l'inizio di una battaglia che sarà lunga e che porterà sicuramente al coinvolgimento della popolazione e di tutti i dipendenti - la chiosa di Mario Tortora, rappresentante sindacale CISL, tecnico di radiologia e membro dell'esecutivo RSU - l'inaugurazione del nuovo angiografo e poi la chiusura del punto nascite? Continuiamo a vivere di promesse e di investimenti e poi ci viene detto di non mischiare gli investimenti con le chiusure inevitabili. Noi speriamo che questa volta si tratti di una chiusura provvisoria, a cui sinceramente non crede nessuno di tutta la RSU e nessuno dei dipendenti: invitiamo la popolazione a vigilare come faremo noi, appoggiamo in pieno il comunicato dei sindaci di ieri e siamo pronti a rivolgerci anche più in alto. Chiediamo l'intervento anche dei rappresentanti provinciali eletti in Regione, un intervento forte e preciso".

Mattia Pastorino - Roberto Vassallo

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