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Cronaca | 24 novembre 2020, 12:05

Maxi rissa Quiliano&Valleggia-Dianese&Golfo, ascoltati i testimoni della difesa: "La testata di un giocatore del Quiliano ha scatenato il parapiglia"

Imputato il capitano della Dianese Matteo Calandrino che al termine del match lo scorso 17 dicembre 2017 avrebbe colpito sul naso il massaggiatore del Quiliano Federico Armellino

Maxi rissa Quiliano&Valleggia-Dianese&Golfo, ascoltati i testimoni della difesa: "La testata di un giocatore del Quiliano ha scatenato il parapiglia"

A far scatenare la rissa sarebbe stata una testata di un giocatore del Quiliano nei confronti di Luca Arrigo della Dianese.

Questo l'aspetto principale emerso ieri in aula nel processo che vede imputato il difensore della Dianese Matteo Calandrino che secondo l'accusa avrebbe colpito con un pugno il massaggiatore del Quiliano Federico Armellino all'interno del campo sportivo “Picasso” la domenica del 17 dicembre del 2017 al triplice fischio della partita di prima categoria Quiliano&Valleggia-Dianese&Golfo.

A comparire in Tribunale a Savona davanti al giudice Giorgia Felisatti, dopo l'udienza della settimana scorsa dove erano stati ascoltati i testi del pubblico ministero e della parte civile, i testimoni della difesa che hanno illustrato i fatti avvenuti al termine di una partita che era stata vinta nei minuti di recupero dal Quiliano.

"Da dove ero io, avevo una prospettiva in diagonale rispetto a quello che è successo. Ho visto questo parapiglia generale durato un paio di minuti tra le due panchine, con giocatori e persone vestite normali che si colpivano tra di loro. Era difficile identificare una cosa rispetto che un'altra - spiega Enrico Sardo, al tempo mister della Dianese che era stato espulso durante il match - A fine primo tempo ho detto ai miei ragazzi di non cadere in provocazioni perché secondo me ci stavamo provocando. Il loro attaccante Velez aveva colpito Luca Arrigo con una testata, questa è stata la cosa scatenante, da lì è partito tutto. Calandrino aveva anche segni sulle gambe".

"Ero il guardalinee e ho visto un giocatore del Quiliano che dava una testata ad Arrigo, li è scaturita la rissa con una trentina di persone coinvolte. Calandrino era caduto per terra, tanta gente è entrata che non era in distinta. Stavo tornando a centrocampo ho visto il parapiglia e ho cercato di dividerli" le parole del dirigente dianese Domenico Peviani.

 Successivamente sono stati ascoltati i compagni di squadra di Calandrino, Antonio Numeroso che ha specificato che Armellino avrebbe avuto un atteggiamento minaccioso nei confronti del loro capitano e Luca Garibbo che ha detto di essere stato colpito all'interno della seconda rissa nei pressi dello spogliatoio, procurandosi un taglio sul labbro.

Il vice allenatore Michele Ciravegna ha dichiarato di essere stato a fianco ad Arrigo quando ha preso la testata, ha cercato di dividere ed evitare che la rissa peggiorasse e ha visto Calandrino per terra. Il direttore sportivo Salvatore Curri, invece aveva visto questo gruppo di persone che entrava da fuori, non in distinta.

Immediato quel giorno fu l’arrivo dei carabinieri e delle ambulanze della Croce Rossa locale che trasportarono quattro feriti, Armellino, Calandrino (difeso dall'avvocato Gianvito Garassino), Arrigo e il mister del Quiliano Enrico Ferraro, all’ospedale. 

 Il processo proseguirà il prossimo 10 dicembre per la discussione.

Luciano Parodi

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