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Cronaca | 07 dicembre 2020, 18:00

L'ex sindaco di Alassio Enzo Canepa condannato anche in Cassazione per l'ordinanza "anti-migranti"

Nel 2015 Canepa, all'epoca alla guida del municipio alassino, aveva emesso un provvedimento di divieto di permanenza nel proprio comune diretto a persone provenienti da alcune località (in particolare paesi africani) per motivi di carattere igienico-sanitario

L'ex sindaco di Alassio Enzo Canepa condannato anche in Cassazione per l'ordinanza "anti-migranti"

Dopo la condanna in primo grado dal Tribunale di Savona (con una condanna di 4mila euro di multa emessa dal Giudice Francesco Giannone) e, successivamente anche in secondo grado dalla Corte d’Appello di Genova, giunge anche l'ultimo esito, quello di terzo grado di giudizio con un definito Dispositivo che la Corte Suprema di Cassazione ha emesso rigettando il ricorso presentato da Enzo Canepa, relativo al processo sull'ordinanza "anti-migranti", condannando l'ex primo cittadino di Alassio al pagamento delle spese processuali.

Soddisfazione per l'esito delle sentenza è stata manifestata da Aleksandra Matikj, presidentessa del Comitato per gli Immigrati: "Dopo l’odierna comunicazione della condanna definitiva del sindaco di Alassio Canepa, possiamo ritenerci fieri ed orgogliosi di un sistema giudiziario che in Italia difende i Diritti Civili ed Umani di tutti e dunque anche di noi Migranti. Oggi siamo davvero molto emozionati, ma ci era chiaro che quell’Ordinanza, firmata nel 2015, che vietava l’ingresso e la permanenza nel Comune di Alassio a chi è di nazionalità Africana, Asiatica o Sudamericana per motivi igienico-sanitari, se non erano in grado di documentare con un certificato sanitario il loro essere immuni di ogni malattia infettiva, era palesemente discriminatoria".

"Cogliamo l'occasione per ringraziare sentitamente le Autorità giudiziarie di Savona, Genova e Roma che hanno dato un coraggioso esempio, anche nel rispetto della Costituzione italiana e dell’uguaglianza" ha infine concluso Matikj.

Nel 2015 Enzo Canepa, all'epoca alla guida del municipio di Alassio, aveva emesso un provvedimento di divieto di permanenza nel proprio comune diretto a persone provenienti da alcune località (in particolare paesi africani) per motivi di carattere igienico-sanitario. Il fatto aveva indotto diverse associazioni a denunciare il sindaco per atti discriminatori.

redazione

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