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Attualità | 10 gennaio 2021, 08:42

Borghetto, ATA PC replica al sindaco: "Una fontana non ostacola la socialità, ma la stimola"

Il progetto della nuova piazza Gramsci non piace all'associazione: "Non un passo avanti, ma una cancellazione della memoria storica"

Uno scorcio delle aiuole di Piazza Gramsci

Uno scorcio delle aiuole di Piazza Gramsci

"Apprendiamo che il Sindaco di Borghetto ha deciso di eliminare per sempre la fontana di piazza Gramsci, nonostante sia un luogo caro al ricordo di moltissimi cittadini, come dimostrato dall'adesione entusiasta della gente comune alla petizione da noi lanciata per salvarla".

Non si placa la querelle sorta nelle scorse settimane sul progetto della nuova piazza Gramsci a Borghetto. Stavolta è il turno di ATA PC, che si era fatta promotrice di una raccolta firme per salvare la fontana ora posta al centro della piazza ricevuta ma cassata dal sindaco Giancarlo Canepa.

"Il Sindaco adduce, a giustificazione di questo atto, la necessità di riqualificare la piazza, secondo il concetto classico di 'Agorà', ossia come centro di aggregazione. In vero, è proprio un' approfondita conoscenza della cultura classica, che ci permette di smentire il Sindaco" spiegano in una nota dall'associazione. "La cultura classica infatti identifica da sempre le fontane come luogo di socializzazione. Nelle città elleniche, poi nell'antica Roma, quindi nel medioevo e infine nel Rinascimento, le fontane hanno sempre costituito luoghi di ritrovo e di socializzazione, prima ancora che di utilità pratica. Concordiamo quindi sulla necessità di restaurare la piazza, ma non è possibile affermare che la presenza della fontana ostacoli la socializzazione, poiché, al contrario, la stimola".

"La forza aggregativa delle fontane è riconosciuta da molte Pubbliche Amministrazioni, che hanno investito denaro per restaurarle e stampato libri per farle conoscere.
Ad esempio, la città di Genova, con l'Azienda Municipale Gas e Acqua, ha promosso la pubblicazione di libri sulle fontane cittadine".

"Abbiamo segnalato questi testi al Sindaco, nella convinzione che una buona lettura possa contribuire ad allargare gli orizzonti culturali di ciascuno di noi e, in questo caso, aiutare a comprendere il valore culturale e sociale delle fontane" aggiungono poi.

"Per quanto riguarda poi l'ipotesi ventilata dal Sindaco di tenere 'piccoli concerti' in piazza Gramsci - proseguono dall'associazione di tutela ambientale -, facciamo notare come tale luogo sia racchiuso tra i condomini , e pertanto non si presti ad un uso che prevede emissioni sonore. (Anche la corretta applicazione dei piani di zonizzazione acustica, sconsiglia di generare emissioni sonore presso edifici residenziali.) Nel contempo, esistono altri luoghi in Borghetto sicuramente piu' consoni ad ospitare musica, tra cui piazza Pelagos e il Molo Marinai d'Italia".

"Non è, ovviamente, in nostro potere persuadere il Sindaco circa il fatto che la distruzione della fontana di piazza Gramsci rappresenti un errore, anche considerato che non sono stati sufficienti neppure le preghiere di cento cittadini. Resta il fatto che tale distruzione non condurrà Borghetto a un 'passo avanti', ma solo all'ennesima cancellazione della propria memoria storica. Eliminata la fontana , potranno installare qualsiasi arredo urbano, ma si sarà cancellata per sempre l'identità di un luogo, sostituita da una nuova installazione, del tutto priva di pathos" concludono da ATA PC.

Redazione

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