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Politica | 26 febbraio 2021, 15:38

Piano industriale di Ata, il Pd savonese: "Stiamo cedendo una fetta di patrimonio pubblico per i prossimi 15 anni"

I consiglieri "dem" ripercorrono la storia di ATA: "Di certo non abbiamo mai sostenuto che il rilancio fosse una cosa semplice"

Piano industriale di Ata, il Pd savonese: "Stiamo cedendo una fetta di patrimonio pubblico per i prossimi 15 anni"

Dichiarano congiuntamente i consiglieri del Partito Democratico in Comune a Savona Elisa di Padova, Cristina Battaglia, Paolo Apicella e Giovanni Maida: "Rispetto al piano industriale, alla nascita della NewCo e alla situazione di ATA il nostro gruppo consiliare ritiene indispensabile fare alcune precisazioni di ordine politico.

Ci siamo trovati di fronte a decisioni che all'inizio di questo mandato non erano scelte obbligate, lo sono diventate, oggi, con il piano concordatario arrivato alla fine di un processo di governo della partecipata durante questa amministrazione che ha tolto giorno dopo giorno ossigeno ad ATA che verteva già in una situazione di difficoltà ma che aveva davanti a sè altre strade percorribili.

Non sosteniamo e non abbiamo mai sostenuto che il rilancio e il consolidamento di ATA fosse un'operazione semplice. Ma proprio per questo abbiamo chiesto fin dall'inizio attenzione, impegno ed un piano industriale solido e credibile. E per oltre tre anni è stato fatto tutto tranne che occuparsi di come risollevare la situazione.

Ci è stato spiegato (fin dalla campagna elettorale) che il problema erano le consulenze ed il management, poi i dipendenti assenteisti, poi l'inciviltà dei savonesi ed infine l'incomprensibile ritrosia dei cittadini ad acquistare parcheggi al doppio del loro valore per ripianare il debito di ATA.

Durante la gestione Garassini (nominata da questa amministrazione) più di una volta in Commissione ci è stato ricordato che il suo mandato era quello di mantenere ATA pubblica e che i problemi erano temporanei e risolvibili (le registrazioni sono tutte disponibili). La soluzione sarebbe passata attraverso un piano di ripiano dei debiti (per altro approvato dalla maggioranza in consiglio mentre noi evidenziavamo che si trattava di un piano non aderente alla realtà) centrato sulla vendita a prezzi fuori mercato di posti auto.

Abbiamo preteso noi per primi, con una mozione poi passata all'unanimità, che a fianco alle azioni di responsabilità si lavorasse sul piano industriale in vista dell'ATO ma per farlo si è atteso anni. I cittadini si troveranno l'anno prossimo con una TARI ancora più salata a fronte del pessimo servizio fornito in questi anni. E il ritardo con cui si è presa in mano la situazione ha certamente inciso sui costi che i cittadini si troveranno a dover pagare.

L'ultima delibera del nostro Consiglio relativa al piano di concordato di ATA è del marzo 2019 con la quale si integrava la proposta già approvata in consiglio dell'ottobre 2018 a seguito delle osservazioni del Commissario. L'allegato 1 alla delibera (Studio Rosina e Associati) è il piano industriale poi omologato dal Tribunale nell'ambito del concordato e fra le assunzioni c'è quella della società a maggioranza pubblica. Quella riserva che era stata imposta nelle precedenti delibere rispetto alla partecipazione pubblica nella società che comporrà il 49% della NewCo, è stata eliminata. Abbiamo chiesto in Commissione che venga esplicitato che si tratta di un obbligo e non di una opportunità perchè per noi quella partecipazione pubblica era una garanzia in più. Ma questo non è stato fatto.

Stiamo cedendo un pezzo di patrimonio pubblico e lo stiamo facendo per i prossimi 15 anni. Siamo certi che gli uffici svolgeranno un ottimo lavoro, con la costruzione di una gara che garantirà uno standing elevato e la sostenibilità economico finanziaria del partner, prerogativa essenziale per l'affidamento.

Ma è giusto che la politica sottolinei questi aspetti. A maggior ragione visto che stiamo parlando di un soggetto a cui si chiederà di fare un grandissimo investimento (oltre 12 milioni di euro) con oneri importanti a debito. Rispetto al nuovo Piano Industriale - quello di Contarina SPA incaricata dal Tribunale di Savona -, possiamo dire che si tratta di un piano ricco e dettagliato su cui non è possibile esprimere un giudizio negativo e su cui, durante le discussioni in Commissione consiliare, siamo entrati nel merito e lo abbiamo fatto responsabilmente. Il nuovo porta a porta rappresenta un cambio culturale importante per la città di Savona.

Perché tutte le decisioni prese in Consiglio, e questa ancora di più, ricadrà sulla vita quotidiana dei cittadini: la gestione dei rifiuti portata in questi anni allo sbando con una TARI elevata mentre la città raggiungeva livelli bassissimi di decoro e cura. Il piano dice che i costi, e quindi le tariffe, aumenteranno fino al 20%. Sappiamo che molti investimenti sono necessari per raggiungere livelli di raccolta differenziata più elevati. Ma il tempo perduto in questi anni ha probabilmente comportato il peggioramento delle condizioni di partenza.

Abbiamo chiesto alcune cose in Commissione, recepite in parte in Delibera:

- Sistema di monitoraggio con scansione temporale per la verifica costante dell'andamento e poter apportare modifiche in corsa

- Previsione temporale e quantitativa degli importi e dell'eventuale e auspicata riduzione dei costi della Tari al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata (riduzione dei costi di trattamento e smaltimento)

- Comunicazione e Formazione.

Sarà necessario un cambio culturale e di mentalità che per forza di cose dovrà essere accompagnato da un'attività di formazione e comunicazione importanti sulla cittadinanza. E' elemento imprescindibile alla buona riuscita di questa operazione. Sarà importante fare anche attenzione all'organizzazione della raccolta e agli orari. Dati Istat raccontano che la dimensione comunale incide sulle tipologie di problemi percepiti dalle famiglie insoddisfatte dal servizio di raccolta porta a porta (città con più di 50.000 abitanti registrano oltre il 96% delle famiglie insoddisfatte) Abbiamo chiesto in commissione perchè la perizia di Deloitte che stabilirà il valore da mettere a gara non sia stata eseguita prima in modo da avere oggi consapevolezza del valore della Newco.

È un elemento che avrà un impatto anche sul piano industriale. Da parte nostra proseguiremo e ci impegneremo a fare in modo vengano fatte alcune altre cose: è necessaria l'attivazione sia da parte della Newco che da parte del Comune di Savona di un monitoraggio e ricerca costanti per opportunità di investimenti, bandi, anche attraverso il Recovery - e impegno affinchè parte di utile sia reinvestito sulla TARI perchè i cittadini possano nel tempo pagare meno.

La prossima amministrazione dovrà occuparsi da vicino e con cura della fase di passaggio da un sistema all'altro.

1. Accompagnamento della cittadinanza anche con incontri pubblici;

2. Una profonda pulizia della città che dia un segno nuovo di inizio. Il degrado di questi ultimi anni ha provocato un circuito vizioso che ha addirittura, in una delle annualità, fatto scendere di 1 punto la percentuale di differenziata.

Perchè il problema sono stati questi 4 anni di "oltraggio al decoro" rispetto alla tari pagata regolarmente da tutti i cittadini. Certo, viene da dire, se invece di perdere 4 anni lasciando morire lentamente ATA si fosse fatta politica oggi potremmo parlare di qualcosa di diverso, ponderando le scelte giuste per Savona in maniera puntuale: avremmo potuto risparmiare anni di TARI, anni di sporcizia e oggi probabilmente saremmo a un livello percentuale di raccolta differenziata ben più elevato di quello attuale. Ma iniziare col passo giusto e vedere una città pulita sarà uno stimolo importante per la cittadinanza a mettersi in cammino con i migliori presupposti".

Comunicato stampa

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