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Attualità | 01 luglio 2021, 09:17

I sindacati: "Serve un progetto che metta in sinergia porto, funivie, ferrovia e parchi di stoccaggio"

"E' necessario un sistema rinfuse unico in tutto il Paese sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e occupazionale" spiegano Pasa, Pesce e Mazziotta

I sindacati: "Serve un progetto che metta in sinergia porto, funivie, ferrovia e parchi di stoccaggio"

"Le rinfuse solide e la loro logistica sono la base dell’industria manifatturiera e quindi rappresentano un’esigenza irrinunciabile del sistema Paese da cui non si può pensare di escluderle: la loro movimentazione è spesso ancora condotta con metodi ambientalmente non ottimali sia in fase di sbarco che soprattutto di stoccaggio e di trasporto a destino con le relative inefficienze". Cosi commentano in una nota Andrea Pasa (Cgil), Simone Pesce (Cisl) e Gianni Mazziotta (Uil). 

Per questo da molto tempo – ben prima della frana del 2019 - Cgil, Cisl e Uil Savona insieme alle categorie Fit, Filt e Uiltrasporti territoriali si battono per la salvaguardia di quella infrastruttura che ritengono unica e utile, se non per alcuni aspetti, indispensabile per il territorio: le funivie.

"A tal fine accanto alle richieste di ripristino e messa in sicurezza del sistema funiviario, le stesse chiedono a gran voce un progetto nuovo di rilancio in grado di soddisfare i bisogni di trasporto di rinfuse con modalità ecosostenibili e l’immediata nomina del Commissario che dovrà occuparsi di ripristino e del progetto di rilancio" aggiungono i sindacati. 

Risolta questa prima fase restano gli elementi di criticità che vanno affrontati se si vuole garantire alla Società un futuro legato ad una vera capacità produttiva e di creazione di reddito, che sono: l’unidirezionalità del trasporto (solo dal porto al parco) non più sufficiente con i volumi in gioco; la difficoltà nelle tipologie di merci trasportabili, questo elemento sommato al precedente rende indispensabile pensare alla necessità di affiancare al trasporto su cavo quello ferroviario, con modalità peraltro già sperimentate con successo nel passato". 

"In una logica di coordinamento con altre realtà ed attraverso l’individuazione di una varietà più ampia di prodotti da movimentare (rinfuse), il nuovo utilizzo dell’infrastruttura, che non solo dovrà essere ripristinato così come pre-frana ma anche maggiormente automatizzato, potrebbe contribuire a risolvere i problemi legati al trasporto su gomma ed allo stoccaggio dei materiali traguardando nuove opportunità di business ed ottimizzando gli investimenti di Stato degli ultimi decenni" proseguono

"Il sistema complessivo che oggi annovera tra le proprie potenzialità: un impianto di sbarco con accosto per grandi navi (alti fondali) dotato di un sistema di movimentazione e stoccaggio in banchina conforme alla normativa ambientale e di connessione diretta alla linea funiviaria e punto di carico treni; una linea funiviaria che collega direttamente l’impianto portuale ai parchi di stoccaggio di San Giuseppe di Cairo Montenotte; una linea ferroviaria (Savona-San Giuseppe via Ferrania) che presenta caratteristiche di uso quasi esclusivo dal porto al sistema di stoccaggio di San Giuseppe e che quindi potrebbe garantire anche la connessione da parco a porto (cosa non possibile per Funivie); aree di stoccaggio strutturate e in parte da strutturare con una adeguato collegamento ferroviario connesse alla Stazione di San Giuseppe di Cairo e quindi a due possibili linee di inoltro (Torino e Alessandria); merita, a giudizio del sindacato territoriale, un nuovo e serio piano di rilancio che, attraverso l’individuazione di opportune sinergie, crei nuove occasioni di sviluppo economico ed occupazionale sul territorio". 

"Esiste, quindi, la possibilità reale di creare un nuovo sistema sostenibile e specializzato della gestione delle rinfuse tutte nell’ambito di un complesso logistico integrato tra porto, parco di stoccaggio e modalità di trasporto a basso impatto ambientale (treno e funivia) - spiegano - Un progetto unico che metta in sinergia porto, funivie, ferrovia e parchi di stoccaggio (sbarco, trasporto e stoccaggio) rendendo il sistema rinfuse savonese e Ligure unico in tutto il Paese – sostenibile ambientalmente, economicamente e dal punto di vista occupazionale".

"La razionalizzazione della movimentazione portuale, la limitazione del trasporto su gomma, l’implementazione del trasporto ferroviario, la realizzazione di un hub portuale/logistico a disposizione del sistema imprese e di aree di stoccaggio retroportuali (uniche per dimensioni e spazi in tutta la Regione Liguria con i parchi già esistenti a San Giuseppe di Cairo Montenotte di oltre 120.000 mq) connesse ed attrezzate e la creazione di nuove opportunità occupazionali costituiscono alcuni dei punti di forza su cui basare il nuovo progetto industriale". 

"La possibilità di dar vita ad un sistema in cui tutto il processo è concentrato ed attuato in un sistema logistico integrato tra porto, parco di stoccaggio e trasporti con basso utilizzo della gomma permetterebbe la soluzione di un problema di tipo occupazionale e realizzerebbe un ciclo produttivo ambientalmente corretto a servizio del Paese. Questo “sistema” renderebbe possibile un collegamento continuo via ferro del porto di Savona con il suo retroporto naturale della Val Bormida al servizio anche di altre tipologie di merci integrato con la storica linea funiviaria".

"Gli oneri per la realizzazione di questo sistema (aggiornamento funivia, sistema ferroviario e adeguamento parchi) costituirebbero un investimento sia sul piano ambientale che su un efficiente e competitivo servizio logistico da fornire all’industria ripagherebbero ampiamente questo sforzo del pubblico".

Per tale motivo Cgil, Cisl e Uil, chiedono nuovamente alle istituzioni locali e regionali ed ai Ministeri competenti l’apertura di un confronto finalizzato a condividere un progetto di rilancio per l’infrastruttura che favorisca lo sviluppo economico del territorio e consenta la concessione di nuovi ammortizzatori sociali finalizzati a traguardare la ripresa dell’attività" concludono Pasa, Pesce e Mazziotta. 

Redazione

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