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Attualità | 07 luglio 2021, 13:49

E' mancata Maria Bolla (Aned), i sindacati: "Ha sempre rappresentato un punto di riferimento"

Il cordoglio di Cgil, Cisl e Uil e di Rifondazione Comunista Savona

E' mancata Maria Bolla (Aned), i sindacati: "Ha sempre rappresentato un punto di riferimento"

"Abbiamo appreso con grande dolore della scomparsa di Maria Bolla. Maria, Presidente dell’Aned di Savona ha ricoperto ruoli importanti all’interno dell’associazione e della società civile savonese e non solo. Maria, per il sindacato confederale di Savona, ha sempre rappresentato un punto di riferimento per l’attività assidua e costante che ha saputo e voluto svolgere in tutti questi anni per mantenere vivo il ricordo dei deportati ed il grande contributo alla causa della resistenza, per riaffermare gli ideali perenni di libertà, di giustizia e di pace".

Cosi commentano in una nota i segretari generali Andrea Pasa (Cgil), Simone Pesce (Cisl) e Giovanni Mazziotta (Uil). 

"Instancabile nell’impegno e nelle iniziative per insegnare a tramandare la memoria degli orrori di un passato perché non si ripetessero mai più e per tenere aperta la discussione con tutti i soggetti del territorio, con le associazioni, con le scuole, con i giovani. Ogni anno, in più occasioni ed in particolare per le celebrazioni del ricordo del 1° Marzo, degli scioperi e delle conseguenti deportazioni, Maria ha sempre voluto sottolineare, insieme a Cgil, Cisl e Uil, il contributo portato dal mondo del lavoro e dagli operai delle fabbriche savonesi nella lotta contro il nazifascismo".

"Savona perde oggi un importante punto di riferimento, testimone instancabile, straordinaria divulgatrice di eventi e periodi storici drammatici che la memoria non deve dimenticare. Cgil, Cisl e Uil di Savona si stringono al dolore dei familiari per la grave perdita" concludono i sindacati. 

Al cordoglio si unisce anche Rifondazione Comunista Savona:

"La nostra cara Maria Bolla Cesarini se ne è andata poco fa, dopo una vita di lotte sociali e di impegno per preservare la preziosa memoria civile, sociale, politica e storica della tragedia della Seconda guerra mondiale, segnatamente dello sterminio nazista.

Spero di interpretare la volontà comune nel rivolgere a Licia, a Dario e a Fabio tutto il più dolce e tenero affetto che abbiamo per loro con un abbraccio grande. Perché, nonostante tutto rimaniamo una comunità che non si ferma alla politica ma include l’umanità di ognuna e ognuno di noi.

Non c’è stato un attimo della vita di Maria Bolla Cesarini che non fosse ispirato alla comunione tra l’essere donna e allo stesso tempo cittadina impegnata nella preservazione di un valore inestimabile: quello dell’esempio del passato per non lasciar ripetere nel presente e nel futuro errori che hanno condotto a narrabilissime atrocità.

Non è vero che ciò che è orribile va allontanato dagli occhi, dalle menti: Maria lo sapeva bene e, per questo, ha promosso e ha partecipato a numerosissimi viaggi della memoria, nei campi di sterminio negli ex territori del Terzo Reich. Aveva studiato per lungo tempo la storia della deportazione di decine e decine di savonesi in quell’inferno, in quel mondo parallelo ad una società tedesca che non vedeva e che, per molti versi, faceva finta di non vedere.

Non deve essere stato affatto facile ricordare tutto quel dolore, tante e tante volte; farlo parlandone a giovani occhi, a giovani orecchie che non hanno, per fortuna, mai sentito i rumori delle fortezze volanti, le grida dei civili colpiti dalle bombe, il rovinare delle case lacerate, ferite visibili di un conflitto che non aveva risparmiato praticamente nessuno in cinque lunghi anni di martirio per il Paese.

Maria, di concerto con tutte le associazioni amiche dell’Aned, di cui era la storica Presidente per Savona e Imperia, era divenuta l’emblema riconoscibile di quel gravoso portato di memoria da tramandare alle giovanissime generazioni. Nel nome anche dei suoi nipoti, che ha tanto amato, di sua figlia e magari anche un po’ di tutte e tutti noi che la ascoltavamo rapiti dai racconti, dalle testimonianze ancora tangibili, frutto di incroci storici, di aneddoti anche divertenti: perché comunque la vita scorreva anche durante la guerra e rinunciare a vivere voleva dire regalare a fascisti e nazisti la migliore delle conquiste".

Redazione

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