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Attualità | 16 settembre 2021, 16:54

Riciclaggio e appropriazione indebita, le testimonianze dei truffati da Gianni Spotorno: "Ci diceva che andava tutto bene e poi ci siamo ritrovati con i conti svuotati"

L'ex vicesindaco e promotore finanziario dell'Azimut era stato arrestato dalla guardia di finanza nel settembre 2019. Ai truffati venivano aperti conti in una banca di Milano a loro insaputa e con firme false

Riciclaggio e appropriazione indebita, le testimonianze dei truffati da Gianni Spotorno: "Ci diceva che andava tutto bene e poi ci siamo ritrovati con i conti svuotati"

Rassicurazioni, rendiconti fasulli, firme false, aperture di conti correnti in una banca a Milano a insaputa dei clienti e risarcimenti non reali.

Questi gli scenari che si sono venuti a creare durante l'udienza del processo in Tribunale a Savona e che vede coinvolto come imputato l'ex vicesindaco e promotore finanziario dell'Azimut Giovanni Spotorno che era stato arrestato dalla guardia di finanza nel settembre del 2019 con le accuse di riciclaggio e appropriazione indebita.

Spotorno era finito al centro di un caso incentrato su operazioni sospette compiute quando lavorava per la Azimut, azienda che lo aveva licenziato nel marzo di due anni fa.

Diverse le persone che erano state truffate (la maggior parte famiglie spotornesi) e avevano perso i loro risparmi, era stato infatti aperto un fascicolo dalla Procura di Savona dopo un esposto e molte denunce ricevute dai carabinieri e dalla guardia di finanza.

Erano stati sequestrati beni e disponibilità finanziarie che si attesterebbero intorno ai 3.5 milioni di euro, perquisizioni erano state effettuate dalle fiamme gialle nel bar e nel negozio del figlio e della moglie.

Durante l'udienza davanti al giudice Giorgia Felisatti, sono state ascoltate diverse testimonianze di persone, clienti per anni di Spotorno e della Azimut, truffate dal consulente finanziario. 

"Nel maggio del 2016 noi abbiamo dato indicazione a Giovanni Spotorno, consigliato come ottimo promotore finanziario, di investire i nostri soldi, ci siamo affidati a lui - ha detto la signora Brunella Margutta, che aveva aperto insieme al marito Franco Zanet due polizze da 157mila euro l'una, integrandole con 20mila euro il novembre successivo - Chiedevamo il rendiconto annuale ma poi ce ne siamo disinteressati per il grave lutto che abbiamo subito, ad ottobre 2018 è arrivata una sua lettera che ci spiegava che la situazione finanziaria era cambiata e lui ci ha detto che i nostri fondi erano stati spostati da un'altra parte e ci ha detto di stare tranquilli. A febbraio ci ha portato una rendicontazione dicendoci quanto stavano andando bene i nostri fondi ma visto i problemi generali della borsa ci siamo preoccupati e abbiamo parlato con Azimut che ci ha spiegato che avevano bisogno della rendicontazione scannerizzata per verificare".

Poi però dopo la verifica dell'azienda, è arrivata la doccia fredda per i coniugi, il loro conto infatti era stato totalmente prosciugato.

"Abbiamo ricevuto una chiamata da Azimut che ci ha spiegato che dovevamo incontrarli con urgenza e ci hanno mostrato la rendicontazione completa dove risultava che era stato tutto riscattato, all'interno infatti c'erano presenti circa 50 euro in due conti - ha continuato rispondendo alle domande del Pm Marco Cirigliano - Si sono subiti scusati dicendo che Spotorno era una persona di loro fiducia, rispettabile, non se l'aspettavano. Noi però i soldi li abbiamo dati ad Azimut e il Spotorno lavorava per loro, mi meraviglio che non si siano mai accorti di questa situazione".

"Lo studio al quale ci siamo affidati ha iniziato a fare delle ricerche e ha chiesto all'azienda di risarcirci e ci hanno detto che lo avrebbero fatto se tutti i truffati avessero richiesto il risarcimento. Ci hanno proposto l'80% e abbiamo detto di no" ha continuato la donna.

A loro insaputa inoltre era stato aperto un conto nella banca Bpm di Milano.

"Non abbiamo mai dato mandato a nessuno di riscattare i nostri soldi. Non so neanche dove sia questa banca e la firma sul documento non è la mia, non ho mai aperto un conto corrente a Milano" ha continuato.

Stesso trattamento per un 75enne che ha raccontato in aula tutta la cronologia degli eventi.

"Tenevo sotto controllo quei fondi, circa 40mila euro, che avevo con Azimut - ha proseguito un 75enne anche lui truffato da Spotorno - io il consulente non lo conoscevo, cercavo Azimut a Savona ma mi avevano detto che c'era anche a Spotorno e ogni sei mesi cercavo un appuntamento con lui ma non sono più riuscito a trovarlo in nessun modo nel periodo dalla fine del 2018 e inizio del 2019. Dopo di che mi è arrivata una lettera da Azimut in cui risultava che il saldo ero a zero. Ho telefonato a Milano e poi da Genova mi hanno detto di stare tranquillo, che era un errore. Poi li abbiamo incontrati e ci hanno detto che Spotorno era stato sospeso".

Anche nel suo caso era stato aperto un conto a Milano con la sua firma falsa, risultando un bonifico di 41mila euro ma l'uomo non aveva mai ricevuto la somma che gli era stata sottratta.

"Azimut mi ha proposto l'80% di questa sottrazione, poi di darmeli interi ma bloccati in fondi per 5 anni" ha proseguito il 75enne.

"Venti anni fa abbiamo messo questi soldi, (circa 100mila euro) e li abbiamo affidati a Spotorno, è una persona conosciuta e infatti ci siamo fidati - ha proseguito una cittadina spotornese - non abbiamo mai fatto prelievi, una volta ogni sei mesi ci arrivava l'estratto conto ma non c'erano risultati, nessun interesse. Abbiamo chiesto spiegazioni e nel suo ufficio Spotorno ci presentava dei fogli invece con degli interessi e abbiamo creduto a ciò che ci diceva. Due anni fa però è arrivato un estratto conto da Azimut e risultava che c'erano rimasti 1000 euro, così ci siamo accorti che ci aveva sempre raccontato delle bugie".

"Aveva falsificato la mia firma e fatto uscire questi soldi da una banca di Milano che non conoscevamo. Poi sono stati trovati dopo varie ricerche nel conto di sua moglie e risultava anche un acconto per l'acquisto di garage. Sono andata a denunciarlo subito" ha continuato la donna che ha accettato la proposta di risarcimento del 100% ma in fondi che sono bloccati per la durati di 5 anni.

"Ho avuto un lungo rapporto di amicizia, di grande fiducia, con Spotorno, siamo stati compagni di scuola e anche i miei genitori avevano un conto con Azimut, Ad un certo punto ci siamo ritrovati un conto insieme nella banca Bpm di Milano di cui non sapevamo nulla, con firme fasulle - ha specificato una 55enne spotornese che ha perso una cifra che si attesta intorno ai 200mila euro e che ha deciso di non accettare il risarcimento della società - poi abbiamo ricevuto una lettera da Azimut nell'aprile 2018 dove io non avevo più nulla all'interno del conto. Spotorno ci dava resoconti sbagliati, erano falsi, mi diceva di aver guadagnato tanto e invece.....".

Intestati anche alla donna bonifici per acquisti di immobili: "Non so neanche dove siano, sono tutte firme false. Ci siamo trovati da un momento all'altro con i conti svuotati nonostante le rassicurazioni del consulente, sono stati prelevati da conti che non avevamo mai aperto alla Bpm, di cui sono stati beneficiari persone che non conosciamo, senza presenza e con firme fasulle".

Un altro cittadino spotornese ha ricevuto lo stesso trattamento presentando poi una querela nel maggio 2019.

"Abbiamo iniziato una trentina di anni fa, con Spotorno abbiamo giocato insieme a calcio, per anni è stato in amministrazione con me, abbiamo iniziato a mettere da parte e investito 150mila euro io e 160mila mia moglie - spiega l'uomo che ha poi ritirato la denuncia dopo aver accettato il risarcimento - ogni tanto gli chiedevo i resoconti e mi ha sempre rassicurato dandomi una montagna di carta poi rivelata farlocca. Ha sempre detto che gli investimenti procedevano, poi ho iniziato a capire che iniziava a prendere tempo perché i soldi erano già praticamente spariti. L'ho scoperto quando sono arrivate le lettere da Azimut e a Milano ci hanno detto che non c'era niente sui conti".

"Eravamo amici e ho iniziato a dargli i primi miei risparmi e non ho mai avuto motivi per pensare che ci sarebbero stati problemi - ha proseguito un'altra donna truffata insieme alla madre - è sempre tutto andato bene, infatti ogni sei mesi ci forniva dei rendiconti precisi e guadagnavo sempre, poi hanno iniziato a circolare voci strane nell'aprile 2019 e si vociferava di questa cosa tremenda. Non potevo pensare che l'avesse fatto a me ho pensato gli fosse successo qualcosa".

"Non mi arrivavano mai a me le vere comunicazioni di Azimut ma al suo bar a Spotorno, non potevo pensare che non erano reali quelle che mi dava lui - ha detto la donna durante la sua testimonianza in aula - Mi ha contattato poi Azimut e mi ha comunica che il mio conto è stato azzerato. Mi sono scontrato contro un muro di gomma e poi siamo arrivati ad una transizione, l'80%, dopo aver avuto contatti precedenti con 'fenomeni' della società. Non sapremo mai quanti soldi ho perso".

"Spotorno ha aperto un conto falso alla Bpm a mio nome, a mia insaputa, chiudendo il mio di Azimut e azzerandolo e ha fatto i bonifici a sua moglie. La denuncia a parte la rabbia l'ho fatta anche perché il mio nome è legato ad un bar di Spotorno con cui non c'entro niente. Una cosa tremenda".

"Eravamo venuti a conoscenza dai giornali e da altre persone clienti di Spotorno che alcuni soldi erano spariti. Siamo andati allora dai carabinieri e abbiamo fatto denuncia - ha concluso un 53enne cittadino spotornese che ha poi concordato una transizione con Azimut rimettendo la querela - Ero cliente di Giovanni Spotorno così come i miei genitori e non abbiamo mai avuto dati certi, i resoconti come ho capito molto dopo erano fasulli. I rendiconti per noi subito erano reali e lo abbiamo scoperto che erano falsi da voce di popolo, da chi aveva cercato di rientrare dei soldi che aveva perso. I consulenti di Azimut ci hanno mandato poi tutti i versamenti che erano tracciati, interessi a parte dovevamo avere molto capitale in più".

"Verrà svolta una causa civile. Andremo avanti fino in fondo, non molleremo mai, vogliamo tutto più le spese" ha detto l'avvocato Luca Battaglieri, avvocato di una parte civile che non ha accettato il risarcimento.

Luciano Parodi

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