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Attualità | 28 settembre 2021, 12:46

"Difendiamo la spiaggia con opere moderne che non uccidano il surf": la ricetta di due esperti per salvare il litorale alassino (FOTO e VIDEO)

Il surf visto come fonte di richiamo per sportivi durante i mesi di bassa stagione ad Alassio. Rovere: “Le soluzioni ingegneristiche esistono. Sarebbe un peccato eliminare uno sport e non puntare su questo segmento a livello turistico”

Alassio, la sfida di un esperto in scienze ambientali marine, Alessio Rovere, e un ex campione italiano di surf, Filippo Orso: “Difendiamo la spiaggia con opere moderne che non uccidano il surf”

A pochi giorni dall’incontro tra l'amministrazione di Alassio e tutte le categorie cittadine, un gruppo di surfisti liguri, tra cui un esperto  in scienze ambientali marine, Alessio Rovere, un ex campione italiano di surf, Filippo Orso, e un albergatore alassino, Simone Giardini, accende i riflettori sul tema della difesa del litorale per lanciare una sfida, nella speranza che possano essere valutate soluzioni moderne volte alla tutela delle spiagge e contemporaneamente a uno sport che potrebbe rappresentare una parte economica importante per la città nei periodi di bassa stagione.

È notizia di venerdì scorso che, proprio da tale incontro, sia scaturita un’unità di intenti con tutte le categorie cittadine, fatta eccezione per ABA, l’Associazione Balneari Alassini, che li vede far fronte comune e promuovere in Regione l’installazione del geotubo per la difesa delle spiagge.

Alessio Rovere, dottore di ricerca presso l’Università di Genova e attualmente direttore del Sea level and Coastal Changes Group presso l’Università di Brema, in Germania, autore di oltre 70 articoli su riviste scientifiche internazionali: "La spiaggia di Alassio é sicuramente piú problematica di altre realtá del ponente ligure, data l'assenza di corsi d'acqua importanti che possano assicurare l'arrivo sulla costa di quantitá rilevanti di sedimento. Per questo motivo, storicamente questa spiaggia non é mai stata molto ampia ed é stata sempre particolarmente suscettibile ad arretrare in seguito a mareggiate intense da Scirocco (Sud-Est) o Ostro (Sud)”.

Alcuni studi riportano che considerazioni da parte degli amministratori cittadini sulla variabilitá della spiaggia di Alassio erano giá presenti nel XVI secolo  - spiega Rovere - Nella storia piú recente, eventi di erosione estrema (sempre causati dallo Scirocco) si sono succeduti sin dagli anni ‘50, e con essi molte proposte e realizzazioni di opere a mare per tentare di contrastare l'erosione. Tuttavia, molte di queste opere non hanno contribuito a risolvere il problema (ad esempio i sacchi di geotessile posizionati sul fondale, una quindicina di anni fa)”.

In questo contesto, penso che la soluzione piú caldeggiata dalla Regione Liguria, ovvero quella di un ripascimento strutturale, con annesso monitoraggio, sia anche quella piú ragionevole dal punto di vista tecnico-scientifico, ed é anche confermata da studi scientifici sul litorale di Alassio. Purtroppo – prosegue l’esperto -  i risultati di un ripascimento vanno esaminati non alla luce di una singola stagione di mareggiate, ma su diversi anni a seguito dell'intervento. Questo é il motivo per cui, credo, si senta l'esigenza di una struttura a mare definitiva”.

Se questa dovesse essere la direzione scelta dall'amministrazione comunale e regionale, mi sento di lanciare una sfida: perché, invece che una struttura ‘classica’ di protezione dall'erosione, non pensare a una struttura che possa favorire la pratica degli sport acquatici, come il surf da onda, ma anche il Kite surf, il windsurf, e la nuova disciplina del wing surfing? Le soluzioni ingegneristiche in questo senso esistono, e stanno prendendo sempre piú piede anche in Italia. D'altronde, in Liguria abbiamo uno dei migliori esempi di surf reef artificiale: la secca di Varazze", conclude il finalese Alessio Rovere.

Gli fa eco Filippo Orso, ex campione italiano di surf, esperto del settore e commentatore di Eurosport per le olimpiadi Tokyo 2020: “Ho viaggiato tanto e praticato questo sport anche all’estero, ma le onde di casa hanno un altro sapore rispetto a quelle dell’oceano. Abbiamo ottima qualità di onda in tutta la Liguria, ci siamo sempre divertiti e personalmente sono riuscito a raggiungere ottimi livelli in ambito nazionale e internazionale”.

Si può fare surf anche in Liguria, soprattutto in autunno e inverno - spiega il noto atleta -  dove abbiamo le mareggiate migliori. Io vivo di surf, lavoro per un brand di settore e recentemente sono stato commentatore delle prime olimpiadi di surf per Eurosport. È uno sport molto richiesto e pubblicizzato. È completo, si pratica all’aria aperta, è d’impatto anche per le grandi aziende, quindi si può ‘spingere’ anche qui in Liguria, ad Alassio”.

Io penso che ovviamente dobbiamo salvaguardare le nostre spiagge – conclude Orso - perché noi viviamo di turismo, ma potremmo unire l’utile al dilettevole, costruendo barriere scaturite da studi per la fattibilità di opere che possano favorire gli sport di mare, oltre al surf, il SUP, il windsurf e molti altri che necessitano di onde. Senza questo, trasformiamo il meraviglioso mare della Baia di Alassio in un lago, o una palude, come è successo in altre località italiane che hanno costruito barriere troppo invasive. Studiandoci bene, si può trovare il giusto compromesso, per dare sicurezza  alle spiagge e non sopprimere uno sport che è divertimento".

Dello stesso avviso Simone Giardini, di Alassio: “Come albergatore la risorsa spiaggia è sicuramente la principale. Ma la stagione ormai si concentra esclusivamente su 2 mesi:  luglio e agosto. In un mercato turistico che va sempre di più nell’esperienziale, privare Alassio della possibilità di fruire di quelle attività che si praticano partendo dalla spiaggia è sicuramente un peccato, visto anche il fatto che si potrebbero incentivare flussi turistici importanti in periodi di assenza totale e che sicuramente potremmo attrarre grazie al nostro clima meraviglioso. Confido che si possa trovare una soluzione che guardi al futuro e che possa accontentare tutti”.

Maria Gramaglia

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