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Attualità | 27 ottobre 2021, 14:53

Giovanni Impastato ad Albenga, agli alunni delle medie G. Mameli: “Ribellatevi di fronte alle ingiustizie e alle ingerenze nella vita di tutti i giorni” (FOTO e VIDEO)

La vicepreside Mara Grossi: “È una giornata importante per la nostra scuola. Il progetto di educazione alla legalità che portiamo avanti è impegnativo, ma è bello pensare che gettiamo un seme che nel tempo cresce”

Giovanni Impastato ad Albenga, agli alunni delle medie G. Mameli: “Ribellatevi di fronte alle ingiustizie e alle ingerenze nella vita di tutti i giorni”

Questa mattina Giovanni Impastato, figura di rilievo nella lotta contro le mafie, fratello di Peppino, noto per le sue denunce contro le attività di ‘Cosa Nostra’, a seguito delle quali fu assassinato nel 1978, ha incontrato le alunne e gli alunni delle classi terze della scuola media di via degli Orti ad Albenga. Un incontro organizzato nell’ambito del progetto di educazione alla legalità che la scuola porta avanti con grande impegno, come ha dichiarato la vicepreside Mara Grossi ai microfoni di Savonanews: “Il progetto per la legalità di questa scuola è verticale, infatti dà il suo contributo alla società a partire dalla scuola dell’infanzia, continuando con la primaria fino alla secondaria di primo grado. Quindi ogni ordine di scuola opera per la realizzazione di questo lavoro fondamentale per la vita dei nostri alunni e dei nostri futuri cittadini del mondo. Il manifesto con tutti i disegni dei piccoli alunni della scuola dell’infanzia ne è una prova”.

Grande attenzione nelle classi del plesso scolastico in cui Giovanni Impastato ha fatto tappa per parlare di lotta alla mafia e rispondere alle domande di alunne e alunni che hanno dimostrato un grande interesse per la storia e l’esempio che il fratello Peppino ha lasciato come testimonianza.

Grazie per l’opportunità di raccontare la storia di Peppino. Sono incontri densi di emozione.  La scuola è la base di tutto – spiega Impastato -  e credo che esserci sia importante per lottare e addirittura sconfiggere la mafia. Questo è un progetto culturale di grande rilevanza che si fa con la ricerca, lo studio e un lavoro di memoria”.

Il tour nelle scuole, che negli ultimi giorni ho ha visto presente a Loano, Alassio, Ortovero e oggi Albenga, è anche l’occasione per parlare del suo ultimo libro, uscito la primavera scorsa durante il lockdown, 'Mio fratello. Tutta una vita con Peppino', edito da Feltrinelli, una sorta di ‘scrigno’ dei ricordi, che racchiude anche paure ed emozioni. “Ho deciso di raccontare alcuni fatti che non si conoscevano, episodi inediti utilissimi per completare la storia di Peppino. Ho voluto dare questo importante contributo – prosegue - senza togliere nulla a quanto fatto precedentemente anche da altri, anzi vuole aggiungere. È il romanzo della mia vita insieme a mio fratello Peppino”.

Incisivo il discorso fatto in classe alla presenza di studentesse e studenti: “Ribellatevi di fronte alle ingiustizie e alle ingerenze nella vita di tutti i giorni, perché siamo passati dall’indifferenza alla rassegnazione. Oggi non ci indigniamo più: bisogna cominciare a praticare quelle forme di ‘disubbidienza’ civile che sono utili, purché  sia una ribellione con un progetto sano. Non dico di essere rivoltosi, ma rivoluzionari sì. Dietro le rivolte c’è il vuoto, invece dietro alle rivoluzioni c’è un progetto politico e culturale che deve essere portato avanti”. Sottolinea quindi l’importanza di una sana ribellione che deve partire dal mondo degli adulti e coinvolgere le nuove generazioni “perché il rischio è quello di far crescere una generazione di ‘rammolliti’, legati solo personaggi e cose privi di contenuto di valore, cosa che impedisce la crescita da un punto di vista umano, culturale, sociale e politico”, conclude Giovanni Impastato.

Questa è una giornata molto importante per la nostra scuola – sottolinea la vicepreside -. Fa parte della programmazione da molti anni. Il percorso di educazione alla legalità che si chiama ‘Per questo mi chiamo Giovanni’ è il nostro fiore all’occhiello. Si tratta di varie tappe organizzative che vedono la scuola impegnata con l’obbiettivo di una presa di coscienza da parte dei ragazzi, affinché comprendano quanto sia importante il concetto di legalità nella quotidianità. Un progetto impegnativo – conclude - ma è bello pensare che oggi noi gettiamo il seme che nel tempo crescerà”.

 

Maria Gramaglia

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