/ Eventi

Eventi | 04 gennaio 2022, 12:38

Dieci prime nazionali per una ventina di serate: il Festival Teatrale di Borgio Verezzi pronto a tornare nella 56esima edizione (FOTO e VIDEO)

Al centro dell'attenzione degli organizzatori le polemiche sui tempi. L'invito del sindaco Dacquino: "Convinti della necessità di andare in 'scena' tutto l'anno"

Dieci prime nazionali per una ventina di serate: il Festival Teatrale di Borgio Verezzi pronto a tornare nella 56esima edizione (FOTO e VIDEO)

Chi ha tempo non aspetti tempo. È con questa filosofia che Borgio Verezzi apre il 2022 giocandosi subito la carta del Festival teatrale, il tradizionale appuntamento estivo che per i prossimi cinque anni continuerà ad avere alla sua guida il direttore artistico Stefano Delfino, già al timone della manifestazione da vent'anni.

La conferma è arrivata nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina nella sala consiliare del Comune, alla presenza del sindaco Renato Dacquino, del riconfermato direttore artistico della rassegna e di Lorenzo Bergallo, presidente di "Vivere Verezzi". Collegato in videoconferenza anche il consigliere comunale Mattia Rolando.

Tre i punti cardine dell'appuntamento odierno: la scelta, nel segno della continuità, del direttore artistico; le date della rassegna e la volontà di andare in "scena" con Verezzi tutto l'anno, attraverso la conferma e lo sviluppo della collaborazione con "Vivere Verezzi" e le varie realtà locali.

"La 56ª edizione del festival costituisce un’opportunità che si rinnova ed è un percorso che continua con obiettivi chiari: mantenere la leadership conquistata nel panorama teatrale nazionale, valorizzare le realtà locali collaborando con il territorio, andare in 'scena' con Verezzi tutto l'anno - il commento del sindaco Dacquino - Per il Direttore Artistico l'amministrazione comunale ha deciso di proseguire nel percorso avviato. Competenze artistiche e relazionali, capacità di interagire con i riferimenti comunali, affidabilità riconosciuta e visibilità nel mondo dello spettacolo sono parametri essenziali per il direttore artistico del nostro festival; il dottor Stefano Delfino risponde pienamente a questi requisiti e, inoltre, aspetto per tutti noi determinante, in questi anni ha saputo conciliare qualità artistica e buon uso delle risorse, rispetto per le esigenze locali, tradizione e innovazione. Per finire i risultati ottenuti in questi anni in termini di copertura economica degli spettacoli e presenze in sala sono stati nell'eccellenza dei festival teatrali nazionali".

"Come promesso in apertura del festival un anno fa, vogliamo razionalizzare i tempi; le serate saranno una ventina, qualcosa di più se sarà possibile utilizzare le grotte - prosegue il primo cittadino - Siamo certi che questa impostazione vedrà tutta la comunità locale ancora più attenta a sostenere il Festival e garantirà una migliore accoglienza".

"Resta che siamo convinti della necessità di andare in 'scena' tutto l'anno - la chiosa di Dacquino - alla stagione estiva bisogna aggiungere l'attrattività della primavera e dell'autunno. Ma per far questo bisogna esserci, e soprattutto uscire dalla logica del lavoro stagionale. Verezzi può e deve vivere tutto l'anno con ritmi diversi, offrendo sempre qualità e relax. Servono impegno continuo di tutti, collaborazione, esperienza delle tradizioni, racconto, manutenzione responsabile da parte di ogni privato dei propri beni: non solo attenzione a quello che fa il vicino, sarebbe memoria".

"Ho riflettuto a lungo prima di accettare l'invito del sindaco Dacquino, che ringrazio per la fiducia e la stima nei miei confronti, perché dopo vent’anni e anche per ragioni anagrafiche ritenevo finito un ciclo, concluso tra l’altro con una edizione particolarmente ricca di soddisfazioni per me - ha invece dichiarato Stefano Delfino - ma dopo un incontro chiarificatore in Comune, gran parte dei miei dubbi si è dissipata. Un solo rammarico: la contrazione del periodo del festival, che dovrà finire entro Ferragosto, blocca il processo di crescita, riduce gli incassi e fa tornare indietro la manifestazione di una decina di anni. ‘Non capisco, ma mi adeguo’, avrebbe commentato il venditore di pedalò, impersonato a suo tempo da Maurizio Ferrini nelle trasmissioni televisive di Renzo Arbore".

"Salvo condizionamenti dovuti alla pandemia in piazza Sant’Agostino si terranno una decina di spettacoli, quasi tutti in prima nazionale, mentre nel periodo di Ferragosto è prevista un’appendice con almeno un paio di proposte (le Grotte di Borgio possibile location ndr). Dal materiale che è già arrivato, e che sto vagliando, credo che, al di là delle difficoltà contingenti, esistano le premesse per costruire un programma interessante, vario e di qualità, con nomi conosciuti, oltre che di solida professionalità" ha concluso il direttore artistico.

Lorenzo Bergallo, recentemente divenuto presidente di "Vivere Verezzi", ha sottolineato il piacere dell'associazione nel partecipare tutti gli anni al festival, ritenuto "un'occasione di visibilità". Bergallo ha inoltre sottolineato come il confronto tra le realtà sia utile per migliorare evidenziando i "tanti nuovi obiettivi" fissati dal direttivo di "Vivere Verezzi".

"Il Festival di Verezzi dev'essere motivo d'orgoglio - ha infine dichiarato il consigliere Rolando - dobbiamo riuscire a fare capire quanto sia bello avere una manifestazione del genere nel nostro paese, una cosa che tanti non hanno ancora capito".

Roberto Vassallo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium