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Attualità | 19 gennaio 2022, 13:49

Caro bollette, Berta (Unione Industriali): "Colpisce aziende e consumatori insieme ad un'inflazione perversa"

"L'ondata potrebbe arrivare in ritardo sul savonese penalizzando anche un commercio già depresso. Soluzioni? Agire su riserve di gas e sulle infrastrutture"

Caro bollette, Berta (Unione Industriali): "Colpisce aziende e consumatori insieme ad un'inflazione perversa"

Rischia di assumere i connotati della "tempesta perfetta" per l'economia nazionale, tornata sui binari della ripresa e della crescita dopo la contrazione dovuta allo scoppio della pandemia, quel caro bollette che sembra destinato a portare la spesa per l'energia a circa 37 miliardi nell'anno in corso (stime Confindustria) dopo essere passata dagli 8 miliardi del 2019 ai 20 nel 2021.

La prospettiva di una crisi energetica spaventa quindi, e non poco, l'intero sistema economico italiano non solamente per quanto riguarda i maggiori consumatori di energia, ovvero il settore dell'industria, ma l'imprenditoria in generale, arrivando fino al piccolo commerciante.

E' questo il quadro dipinto dal direttore dell'Unione Industriali savonese, Alessandro Berta, secondo cui il nostro territorio vedrà venire al pettine dei problemi il nodo di una spinta inflattiva "cattiva" destinata a riflettersi sul quotidiano.

"Nei settori che impiegano altamente le componenti gas, energia ed elettricità l'aumento dei costi, rispetto allo stesso periodo del 2021, dove non c'è stata una chiusura così netta dovuta al Covid 19 come nell'anno ancora precedente, è stimato in previsione al 50% circa - ricorda Berta - Questo è destinato a creare problemi che poi si riflettono sul costo delle produzioni e quindi dei beni al consumo".

Questo però è solo uno degli effetti negativi prodotti dall'aumento del costo dell'energia: "Oltre ai problemi per le aziende di marginalità e a una diminuita propensione all'acquisto delle famiglie presso quelle attività già depresse dal momento pandemico, osservato peraltro nel periodo di saldi - continua il direttore - la conseguenza più 'perversa' è il meccanismo d'inflazione ingaggiatosi che è forte sul costo dei beni a fronte di un mercato, come detto, già depresso".

Aziende e consumatori rischiano così di finire entrambi in sofferenza, dopo un 2021 dove la ripresa "anche dal punto di vista occupazionale, è stata positiva".

Nel savonese, territorio a maggior vocazione turistica piuttosto che industriale, i tempi però potrebbero essere diversi rispetto, ad esempio, al resto del Nord Italia: "Il rallentamento lo abbiamo avuto nel settore della produzione automotive, la nostra non è una provincia dedita alla produzione per il consumatore - continua Berta - Certo è che l'onda è destinata ad arrivare e intanto si riflette indirettamente 'mangiandosi' diciamo quasi un terzo della ripresa".

L'argine dovrebbe essere posto dal Governo nelle prossime ore, forse addirittura nel prossimo Cdm di domani (giovedì 20 gennaio, ndr), con l'ipotesi di circa 10 miliardi tradotti in una strategia strutturale per mitigare il caro bollette. Lo ha spiegato in audizione alla Commissione Industria del Senato il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, oltre alla prospettiva di un aumento della produzione nazionale di gas.

"L'Italia ha una riserva di gas naturale che altri Paesi, come la Croazia, riescono a sfruttare a differenza nostra - dice il direttore di Uisv - Dal Governo ci attendiamo misure come l'immissione sul mercato dell'abbondante avanzo di metano, maturato col favore di un inverno mite, per calmierare il prezzo del gas nelle bollette".

Ripartire con le autorizzazioni estrattive e liberare questi stock all'uso ma non solo: "E' necessario intervenire sulle infrastrutture di distribuzione e trasporto: i costi al consumatore, privato o impresa, sono inconcepibili" conclude Berta.

Mattia Pastorino

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