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Eventi | 28 febbraio 2022, 16:15

Vado Ligure, l’Anpi ricorda gli scioperi del 1° marzo ‘44

Verranno deposti dei mazzi di fiori presso la lapide posta in memoria degli operai S.A.M.R. deportati a Mauthausen e presso la targa presente in Via Maestri del Lavoro

Vado Ligure, l’Anpi ricorda gli scioperi del 1° marzo ‘44

Si terranno oggi pomeriggio a Vado Ligure, a partire dalle 16,30, le celebrazioni a ricordo degli scioperi che, nel marzo del 1944, portarono all’arresto e alla deportazione di centinaia di lavoratori del Savonese, colpevoli di aver protestato contro la guerra e l’occupazione nazifascista del Paese.

Nelle ultime settimane del ‘43, numerosi scioperi avevano già interessato gli stabilimenti del triangolo industriale che comprendeva Piemonte, Lombardia e Liguria e le proteste erano poi confluite nella volontà di organizzare un grande sciopero generale che potesse coinvolgere tutto il nord Italia. Tale volontà, poi realizzata l’anno successivo, rappresentò a tutti gli effetti una nuova fase nella lotta al nazifascismo.

«Lavoratori, - riportava un manifesto diffuso clandestinamente nelle fabbriche vadesi e savonesi dal P.C.I. - da novembre ci battiamo per assicurare il pane a noi e alle nostre famiglie. Con la nostra combattività e la nostra unità abbiamo strappato agli occupanti tedeschi e fascisti e ai padroni loro alleati, qualche misera concessione e molte promesse. Ma quello che ci è stato formalmente promesso lo si vuole ora negare e le promesse fatte sono già state dimenticate… Tutto continua peggio di prima. I fascisti e i tedeschi ci vogliono terrorizzare per affamarci. Nelle officine arrestano i nostri migliori compagni, arrestano ovunque i familiari di patrioti. Nelle carceri torturano bestialmente i prigionieri; dei pretesi tribunali ordinano delle fucilazioni in serie e i militi fascisti e le SS tedesche si abbandonano nelle nostre città e nei nostri villaggi a dei massacri di inermi e di innocenti cittadini… Lavoratori!, Italiani!, dobbiamo avere fiducia nelle nostre forze. Il nemico non è forte: è feroce perché ha paura e sente arrivare la sua fine. Già vacilla sotto i colpi che riceve su tutti i fronti. Che anche dal fronte interno, che anche da noi, riceva il colpo che lo atterrerà!».

La repressione fu brutale. I nazifascisti irruppero negli stabilimenti nel tentativo di sedare le rivolte. A Vado Ligure ci furono rastrellamenti nella Brown Boveri (oggi Alstom) e nella S.A.M.R (ex Michallet); a Savona gli arresti furono centinaia. Agli arresti seguirono poi le deportazioni nei campi di lavoro in Germania, tra cui quelli di Gusen e Dachau. Sessantasette lavoratori tra vadesi e savonesi considerati inadatti al lavoro vennero invece avviati al campo di sterminio di Mauthausen. Solamente 8 di loro avrebbero fatto ritorno una volta finita la guerra.

Sebbene il prezzo pagato fosse stato altissimo, lo sciopero generale del 1° marzo, conclusosi solo una settimana più tardi e a cui parteciparono circa 1 milione di lavoratori in tutto il nord Italia, ebbe una riuscita straordinaria: il fatto che le autorità del regime non fossero riuscite a impedirlo dimostrava che la propaganda fascista ormai non faceva più presa sui lavoratori. Quel consenso a lungo coltivato da Mussolini si infrangeva contro le proteste delle masse operaie e la loro grande potenzialità eversiva. Una nuova pagina di Storia stava per essere scritta.

In occasione del 78° anniversario di tali eventi, la Sezione ANPI di Vado Ligure, con il patrocinio del Comune, deporrà nel pomeriggio un mazzo di fiori presso la lapide posta in memoria degli operai S.A.M.R. deportati a Mauthausen che si trova in via Sabazia (angolo via Italia) e un secondo mazzo presso la targa presente in Via Maestri del Lavoro, all’altezza dell’incrocio con Via Caduti per la Libertà. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

Comunicato Stampa

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