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Attualità | 15 aprile 2022, 08:13

Gli sbagliano i biglietti per vedere match Nba a New York: il savonese Gabriele in campo con giocatori e vip

"A metà del terzo quarto il direttore torna da noi: 'Appena finisce la partita aspettatemi qui che vi porto in campo'. Non ci potevamo credere"

Gli sbagliano i biglietti per vedere match Nba a New York: il savonese Gabriele in campo con giocatori e vip

Gli sbagliano i biglietti che erano già stati venduti ad altre persone per una delle partite più importanti del campionato Nba di basket e si ritrova a fine match in campo spalla a spalla con giocatori e vip.

A raccontare questa storia è il savonese Gabriele Trenta, 23 anni, allenatore e giocatore nei Varazze Renegades in viaggio a New York con la fidanzata.

"Voglio raccontarvi il giorno casualmente più bello della mia vita. La settimana scorsa ero a New York e volevo andare a vedere il derby tra Knicks e Nets. Arrivo al Madison senza biglietti e compro gli ultimi rimasti: ovviamente molto costosi. Io e la mia ragazza arriviamo nel nostro settore ma era tutto pieno: praticamente si erano sbagliati e ci avevano venduto dei biglietti già venduti ad altri - viene raccontato sulla pagina Facebook e Instagram "La giornata tipo" - Chiediamo info alla security che ci porta in un altro settore dove ad accoglierci c'era il direttore del Madison Square Garden. Si presenta, si scusa per l'accaduto, e ci propone dei pass "vip" con "all you can eat and drink", televisione, e buona visuale del campo. Ovviamente accettiamo. In più ci regala 3 t-shirt e 4 berretti dei Knicks, e una palla che ha fatto firmare all’intervallo a Kemba Walker".

"A metà del terzo quarto il direttore torna da noi: 'Appena finisce la partita aspettatemi qui che vi porto in campo'. Non ci potevamo credere. Finisce la partita, il direttore ci viene a prendere sul serio, e ci accompagna sul parquet. C'eravamo io, la mia ragazza, Ben Stiller, e un'altra manciata tra attori e cantanti - continua nel suo racconto Gabriele - Mentre aspettiamo, mi giro e vedo Derrick Rose vicino al tunnel degli spogliatoi. Mi avvicino e molto timidamente gli chiedo un autografo. Il problema è che né io e né lui avevamo un pennarello. A quel punto mi chiede il telefono, glielo passo, e scatta un selfie col mio cellulare. Poi abbiamo fatto due chiacchiere, mi ha chiesto da dove venissi, e ci siamo salutati".

"Io volevo solo andare a vedere una partita, ma alla fine ho visto la partita in posti vip, ho bevuto e mangiato di tutto gratis, mi hanno fatto mille regali, mi hanno portato sul parquet e ho conosciuto il mio idolo. Per fortuna fino ad oggi nessuno mi ha ancora dato un pizzicotto" ha concluso Gabriele Trenta.

Luciano Parodi

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