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Attualità | 15 marzo 2023, 19:43

Savona si candida a Capitale della Cultura, il sindaco Russo: “Una città felice e identitaria per far tornare i giovani” (FOTO e VIDEO)

Presentato alla Sala della Sibilla del Priamar il percorso che porterà la Città della Torretta a presentare entro il 2024 la candidatura ufficiale: "Per noi è importante non solo il risultato, anche il percorso"

Savona si candida a Capitale della Cultura nel 2024, il sindaco Russo: “Una città felice e identitaria per far tornare i giovani” (FOTO e VIDEO)

Savona sarà Capitale Italiana della Cultura? L’Amministrazione ci crede e punta con decisione sulla sua candidata entro il 2024 per una Savona nuova, identitaria, che saprà rigenerare nei cittadini la fiducia per riconoscersi nella città, per riappropriarsi dello spazio pubblico, per evitare che i giovani debbano fuggire in cerca di una città moderna.

Una partecipazione straordinaria all’evento organizzato dall'Amministrazione comunale savonese aperto alla città dedicato alla Capitale italiana della Cultura oggi, 15 marzo dalle 16.30, in una Sala della Sibilla al Priamar gremita, alla presenza di autorità civili e religiose, dove sindaco, vicesindaco, assessori e dirigenti degli uffici hanno spiegato il percorso che porterà Savona alla candidatura ufficiale, mentre esperti del settore che si sono occupati di importanti esperienze, come Matera e Parma, hanno parlato delle ricadute culturali, sociali e dei benefici economici connessi alle candidature.

Ospiti della Sibilla Paolo Verri, direttore generale del Comitato Matera Capitale della Cultura 2019; Francesca Velani, vicepresidente della fondazione Promo PA e responsabile del dossier di Parma Capitale; Roberta Milano, esperta di marketing e comunicazione turistica, che hanno offerto importanti spunti di riflessione e suggerimenti per affrontare il percorso nel modo più consono. Infine, Francesco Zoppi, savonese, laureando in Economia dei Beni Culturali alla Cattolica di Milano, il simbolo di una generazione in fuga ma che la città vuole far tornare.

"Abbiamo lanciato più volte questa proposta perché Savona ha bisogno di completare la sua transizione post industriale, trovare una nuova identità, una nuova vocazione - ha spiegato il sindaco Marco Russo -. Questi bandi rispondono a questa esigenza, o meglio ci inducono, ponendoci un obbiettivo anche di tempo, a poterci muovere in questa direzione. Per noi è importante non solo il risultato ma il processo, stimiamo che il 2024 possa essere la data giusta ma l'importante, in questi due anni, è coinvolgere la città, sviluppare un dibattito pubblico e generare un progetto: se saremo in grado di fare questo avremo risolto gran parte dei nostri problemi".

Il sindaco ha spiegato anche che “da molto tempo nel dibattito pubblico sulla nostra città, viene unanimemente indicato come principale fattore di crisi lo smarrimento dell'identità e la difficoltà ad individuare un profilo chiaro e condiviso, una vocazione che ne ispiri il rilancio”. Per questo “nelle linee programmatiche di mandato di questa Amministrazione, che hanno recepito l'Agenda per Savona, abbiamo individuato nella candidatura a Capitale italiana della Cultura, e soprattutto nel percorso per prepararla, una possibile risposta a questa esigenza, un obiettivo capace di attivare e unire le tante energie presenti nella città. Per questo l'abbiamo definita una proposta simbolo”.

Ripartire dalla cultura quindi. Cultura che ha una grande responsabilità: deve ridare fiducia, rilanciare una città, creare connessioni e  opportunità, far dialogare i giovani con i meno giovani. Cultura che è una lama che taglia il disagio. Cultura che affonda nella carne viva della città per dare una nuova identità alla Savona del futuro. Come la sogna Francesco Zoppi, lo studente di 23 anni che da ormai 5 anni studia a Milano e che "come molti altri coetanei ho la volontà di non restare via, ma mi ritrovo costretto a dover partire per trovare la mia strada. Sogno di poter immaginare il mio futuro in una città viva, che dimostri di volersi innovare e che possegga tutti gli strumenti per farlo, per mettere in moto risorse e potenzialità perché è un cambiamento possibile".

Maria Gramaglia

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