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Sanità | 04 giugno 2024, 19:00

I ragazzi dell'Istituto Don Bosco di Alassio in visita all'Unità Spinale del Santa Corona (FOTO)

La scolaresca, accompagnata dalla professoressa Annamaria Maggi, ha potuto conoscere da vicino la struttura diretta dal dottor Antonino Massone

I ragazzi dell'Istituto Don Bosco di Alassio in visita all'Unità Spinale del Santa Corona (FOTO)

Nella giornata odierna una scolaresca dell'Istituto Don Bosco di Alassio, accompagnata dalla professoressa Annamaria Maggi, ha visitato l'Unità Spinale di Asl2  situata presso il Santa Corona di Pietra Ligure e diretta dal dottor Antonino Massone. 

"L'incontro è stato suddiviso in due momenti principali - spiegano dall'Asl 2Il primo momento ha previsto una visita al reparto, durante la quale i professionisti hanno spiegato le lesioni al midollo spinale e il processo di riabilitazione. Gli studenti hanno ricevuto una spiegazione dettagliata dal team multidisciplinare sul significato e le modalità di riabilitazione per le persone con lesioni al midollo spinale. Hanno inoltre ascoltato la testimonianza di Federico Pleitavino, un giovane con una lesione cervicale del midollo spinale, e della sua fidanzata. Federico ha condiviso il suo lungo percorso di riabilitazione presso l'Unità Spinale e il ritorno alla vita quotidiana, compreso l'incontro con la sua attuale compagna di vita".

"Il secondo momento è stato di carattere ludico, durante il quale gli studenti hanno avuto l'opportunità di provare l'uso di una carrozzina e di partecipare a gare - continuano dall'azienda sanitariaQuesto ha permesso loro di vedere la carrozzina sotto una luce positiva, come uno strumento di gioco".

"Il messaggio trasmesso agli studenti è stato duplice. Da un lato, si è sottolineata l'importanza di adottare comportamenti sicuri per ridurre al minimo il rischio di incidenti, come i tuffi in acque basse, che possono causare gravi lesioni spinali. Dall'altro lato, si è evidenziato l'intervento di riabilitazione che consente alle persone con paraplegia e tetraplegia, causate da incidenti o malattie, di raggiungere una piena inclusione sociale e una buona qualità di vita. È stata promossa una visione positiva di speranza e resilienza, ben rappresentata dalla parte ludica dell'incontro, che ha mostrato agli studenti come la carrozzina possa diventare un mezzo di divertimento" concludono da Asl.

Redazione

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