Doveva essere una Commissione "pacificatrice" tra Comune, azienda e sindacati quella di ieri su Tpl, ma le polemiche sono continuate.
Oggetto di conflitto, con duri interventi dei sindacati, il Piano industriale approvato dall'assemblea dei soci, compreso il Comune di Savona, come annunciato con un comunicato stampa pubblicato sul sito dell'azienda.
"Il Sindaco e l’azienda hanno bollato come 'falsità' – dicono Manuel Meles e Federico Mij, consiglieri del M5S – le preoccupazioni espresse da noi e dagli autisti sul piano industriale di TPL, durante la loro audizione in commissione. Peccato che il piano confermi esattamente quanto denunciato: taglio delle corse serali, riduzione dei chilometri di servizio urbano, aumenti tariffari, peggioramento delle condizioni di lavoro degli autisti e mancanza di una vera strategia di potenziamento del servizio".
Per questo i 5 Stelle chiedono il ritiro del Piano industriale. "Anche i lavoratori auditi hanno ribadito tali preoccupazioni – proseguono i 5 Stelle – ma di fronte a tutto questo, il Sindaco e l’azienda hanno cercato di distorcere la realtà, negando persino quanto scritto nero su bianco nei documenti da loro approvati. Questo atteggiamento è gravissimo e preoccupante, poiché dimostra quanto siano rimasti inascoltati gli allarmi lanciati dagli autisti e quanto vi sia distanza tra l’amministrazione e le reali esigenze dei savonesi".
"Il Piano industriale prevede tagli alle corse dopo le 21 – spiegano i 5 Stelle – sostituite con un disagevole e inefficace servizio a chiamata, con addirittura l’ipotesi di esternalizzare questo servizio. Inoltre, si punta a infarcire la flotta di mezzi elettrici, senza prevedere investimenti in impianti rinnovabili, ma solo l’installazione di colonnine di ricarica. Questo scarica i costi energetici direttamente sull’azienda e, di conseguenza, sull’utenza".
"Se il Comune crede davvero nel trasporto pubblico come modello di mobilità alternativa al mezzo privato – concludono i 5 Stelle – deve impegnarsi a potenziarlo, non certo avallare piani che lo indeboliscono".














