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Politica | 13 febbraio 2026, 16:22

Pietra Ligure, Carrara sulle concessioni demaniali: "Non siamo più nel 1950, bisogna aggiornare le visioni all'interesse pubblico dei nostri giorni"

Il consigliere di opposizione convinto che una revisione seria sarebbe "nell'interesse stesso delle imprese balneari e di chi vuole un numero congruo, dignitoso e usufruibile delle spiagge libere"

Pietra Ligure, Carrara sulle concessioni demaniali: "Non siamo più nel 1950, bisogna aggiornare le visioni all'interesse pubblico dei nostri giorni"

Anche la gestione delle concessioni demaniali approda nel dibattito politico a Pietra Ligure. A sollevare il caso è Mario Carrara, consigliere comunale di minoranza, secondo il quale, sul tema spiagge si è andati avanti "senza nessuna visione di interesse pubblico generale, ma difendendo solo la resistenza ad oltranza dello stato di fatto per lasciare tutto com'è", con "risultati catastrofici per gli imprenditori" e "responsabilità enormi per gli amministratori comunali che hanno gestito la questione".

Il consigliere ripercorre l’intero quadro normativo, dalla direttiva europea Bolkestein alle più recenti sentenze di TAR, Consiglio di Stato e Cassazione, ricordando come da vent’anni la giurisprudenza ribadisca l’obbligo di mettere a gara le concessioni demaniali marittime e di superare le proroghe automatiche. "Tanto tuonò, che piovve!", commenta, sottolineando come la normativa europea – che "prevale su quella nazionale o regionale" – imponga regole chiare e non più eludibili, pena procedure d’infrazione.

Accanto al tema delle gare, Carrara richiama quello delle spiagge libere. La legge regionale ligure 13/1999 stabilisce che "il Progetto di utilizzo deve garantire una percentuale minima di aree balneabili libere e libere attrezzate pari al 40% del fronte totale, di cui almeno la metà libere". Un obiettivo che, secondo i dati ufficiali pubblicati di recente, a Pietra Ligure sarebbe ancora lontano: non il 38% annunciato dall’amministrazione, ma il 32,56% complessivo tra libere e attrezzate, con le sole libere ferme al 24,92%.

Da qui l’accusa di aver presentato come aggiornato un Piano di utilizzo degli arenili che, in realtà, "non era e non è stato aggiornato", risultando "la fotocopia della situazione delle spiagge di Pietra Ligure, così come la conosciamo e che proviene dal dopoguerra ad oggi". Una fotografia immutata, con concessioni storiche – talvolta legate ad alberghi che non esistono più – e una frammentazione crescente degli spazi, tra "scampoli" e "ritagli" di arenile.

Particolarmente critico il giudizio sulle spiagge libere, spesso ridotte a pochi metri lineari, che – osserva – servono più a fare percentuale che a garantire reale fruibilità. L’impressione, sostiene, è che l’amministrazione abbia privilegiato "un rapporto esclusivistico coi concessionari", “assettandosi” sulla difesa dell’esistente.

Il punto di svolta è rappresentato dall’ultima sentenza del TAR Liguria che ha annullato due delibere della giunta, sancendo che i concessionari non hanno più titolo a gestire gli stabilimenti. Un "colpo durissimo", secondo Carrara, che dimostrerebbe come non si possa più rinviare una riorganizzazione complessiva del sistema.

La proposta che arriva da Carrara è quella di ridisegnare il piano spiagge accorpando i tratti liberi, fissando limiti minimi e massimi per le concessioni e riequilibrando le superfici in vista delle future gare. "Non siamo più nel 1950 e bisogna che aggiorniamo le nostre visioni all'interesse pubblico dei nostri giorni", afferma, convinto che una revisione seria sarebbe "nell'interesse stesso delle imprese balneari e di chi vuole un numero congruo, dignitoso e usufruibile delle spiagge libere".

Infine, un accenno al futuro del fronte mare dell’ex cantiere navale: per Carrara la destinazione dovrebbe essere chiara, "solo spiagge libere e non porto. Sarebbe la fortuna di Pietra Ligure".

Roberto Vassallo

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