"La decisione di abbandonare l’aula prima della discussione dell'ordine del giorno sulla drammatica situazione umanitaria a Gaza rappresenta una scelta grave che ferisce profondamente la memoria delle decine di migliaia di vittime palestinesi, tra cui migliaia di bambini".
Un ordine del giorno su Gaza fa scattare la polemica in consiglio comunale. I consiglierei del Patto per Savona attaccano la minoranza di aver abbandonato l'aula anche se in realtà i consigliere dei 5Stelle Mij e Meles e Schirru, erano presenti. Chi è uscito lo ha fatto contestando il fatto che la mozione non fosse stata condivisa con la minoranza, solo con i 5Stelle.
L'accusa del gruppo del Patto ai consiglieri che se ne sono andati è di "voltare le spalle alla sofferenza e di negare il proprio contributo ad un atto simbolico ma profondamente significativo che avrebbe potuto dare un messaggio chiaro di unità e responsabilità, nel ricordo di chi ha perso la vita e provando a dimostrare vicinanza a chi ogni giorno si chiede se ci sarà ancora un domani".
"Come amministratori locali - spiegano i consiglieri del Patto - abbiamo il dovere di intervenire quando i diritti fondamentali vengono violati, e questo ordine del giorno non era contro alcun popolo, bensì un atto di responsabilità e solidarietà verso chi soffre. Il nostro impegno è rivolto al riconoscimento dello Stato palestinese, all'interruzione della vendita di armi utilizzate per violare il diritto internazionale e a promuovere iniziative diplomatiche per una pace giusta e duratura".
"Savona, città medaglia d’oro della Resistenza, è da sempre simbolo di libertà e giustizia -spiegano - Stendiamo un velo pietoso su quei banchi vuoti, augurandoci che simili episodi non si ripetano".
Una descrizione dei fatti che non va giù ai componenti dell'opposizione tirati in causa. "Il gruppo partecipato alla discussione dell'ordine del giorno presentato dalla sola maggioranza senza averlo minimamente concordato con la minoranza- spiega Fratelli d'Italia - .Temi del genere non possono essere affrontati con spirito di parte, ma richiedono analisi approfondite e complesse che tengano anche conto del diritto all'esistenza di Israele, della strage del 7 ottobre, della volontà di parte del mondo arabo di distruggere lo stato di Israele, ecc. Se il tutto viene affrontato con puro spirito di parte, o per fare facile propaganda, il dibattito non ci appartiene".
"I consiglieri del Patto per Savona di cui assai raramente ascoltiamo la voce in consiglio comunale ed in commissione- dicono Fabio Orsi e Daniela Giaccardi di PensieroLIbero.zero - sembrano essere invece molto abili di penna quando c’è da insegnare a vivere e a risolvere i problemi che riguardano il mondo".
"Almeno - proseguono Orsi e Giaccardi - avessero la correttezza di raccontare i fatti: se volevano un documento condiviso, come si fa in questi casi, lo si scrive assieme e appunto lo si condivide. Come potranno confermare i colleghi consiglieri del M5S l’ordine del giorno è stato offerto a loro e solo a loro dalla maggioranza e non al mio gruppo né agli altri di opposizione".
"Nel merito poi- concludono - vorrei far rilevare come un ordine del giorno per chiedere alla Regione di interrompere i rapporti con un Governo sovrano o ad un Governo nazionale di imporre ad una società, magari quotata in borsa, di non fare commerci con uno stato sovrano è dimostrazione di non conoscere nemmeno l’abc sul ruolo delle istituzioni, su chi fa cosa, e di saper fare solo propaganda ad orologeria".














