È scontro in Consiglio comunale sulla questione della depurazione delle acque reflue. La maggioranza guidata dal sindaco Luigi De Vincenzi ha respinto la mozione con cui il gruppo consiliare “Indipendente” e l’associazione Pietra Libera, tramite l’avvocato Margherita Gallo, chiedevano di appoggiare una diffida a Servizi Ambientali affinché non continuasse a inserire in bolletta i costi di una depurazione definita “inesistente” per larga parte del territorio.
A sollevare il caso è stato il consigliere di minoranza Mario Carrara, che ha parlato apertamente di «scelta politica grave e ingiustificata» da parte del sindaco. «Ancora una volta, De Vincenzi ha scelto di stare dalla parte dei potenti “prevaricatori”, rispetto ai suoi concittadini», ha dichiarato.
Secondo Carrara, circa il 70% del territorio comunale – dalla zona dello svincolo autostradale fino al confine con Borgio Verezzi, compresa tutta la Valmaremola – non è servito da un sistema di depurazione completo. «È una cosa ormai conclamata e assodata», ha affermato, ricordando che lo stesso De Vincenzi, in precedenti dichiarazioni ufficiali, avrebbe ammesso che solo il 30% di Pietra Ligure è servito da impianti di depurazione.
Il consigliere ha anche citato documenti prodotti dalla stessa Servizi Ambientali, nei quali si confermerebbe l’assenza del collegamento al depuratore di Borghetto Santo Spirito e la richiesta formale al Comune di attivare la gara d’appalto per i lavori di realizzazione (datata 2 aprile 2025). «Ma con quali soldi? Con quale progetto esecutivo approvato?», si è chiesto Carrara, sottolineando l’assenza di atti formali e di una Conferenza dei Servizi che aggiorni le prescrizioni del 2019.
Carrara ha fortemente criticato le risposte fornite dal sindaco in aula, giudicandole tecniche, evasive e poco chiare: «Discorsi ed argomentazioni che, più che ingarbugliati, complicati e fumosi, sono proprio incomprensibili». Il consigliere accusa De Vincenzi di nascondersi dietro motivazioni tecniche, sostenendo che i vecchi collettori convogliano i reflui a Borghetto, ma che in realtà, nei momenti di maggiore afflusso, gli scarichi finiscono direttamente in mare.
«La depurazione primaria non è depurazione! È solo mandare in mare la fognatura sminuzzata, triturata e lavata: ma sempre fognatura è», ha attaccato Carrara, sottolineando l’illogicità di chiedere ai cittadini il pagamento di un servizio non erogato.
Proprio in questi giorni, ha fatto sapere il consigliere, stanno arrivando nuove bollette dell’acqua con aumenti rilevanti: «I costi della depurazione, ci sembra, passano dal 40/42% al 60% ed oltre, facendo giungere il costo finale della bolletta ad una pesantezza abnorme ed insopportabile».
La critica si fa più aspra quando Carrara affronta la questione dei fondi per i lavori: «Il sindaco ha sostenuto che i soldi delle bollette servono a finanziare i lavori. Ma se non esiste un progetto esecutivo approvato, con cronoprogramma e fonte di finanziamento, allora i cittadini stanno pagando a tempo indefinito per un progetto che non esiste ancora. Ed è illegale!».
Secondo Carrara, dietro la complessità tecnica si celerebbe una “tattica” per ottenere risorse senza averne titolo: «L’impressione è quella dell’uso di un mezzo per avere soldi senza averne diritto». E aggiunge: «Quando i cittadini pagheranno le prossime bollette, oltre a Servizi Ambientali, pensino anche a lui. Se le bollette sono così, lui ha dato il suo contributo».
Carrara mette infine in guardia da possibili confusioni: i lavori in corso per il potenziamento del depuratore di Borghetto S. Spirito e il collegamento di Albenga non riguardano Pietra Ligure. «Quei lavori hanno progetti esecutivi approvati e finanziamenti certi, oltre 7 milioni e mezzo di euro, anche dal PNRR. Per Pietra e Valmaremola, invece, non c’è nulla. Solo tubi vecchi che scaricano in mare nel Comune della bandiera blu».
«L’approvazione della mozione avrebbe avuto tutte le ragioni per essere accolta. E invece è stata respinta», ha concluso Carrara, che interroga: «Perché? Per solidarietà politica? Per convenienza? O per adesione alla logica di far pagare comunque i cittadini? Non si sa. Si sa solo che De Vincenzi ha dimostrato di stare “armi e bagagli” dalla parte di Servizi Ambientali e non dei suoi concittadini».














