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Eventi | 20 giugno 2025, 14:26

All'oratorio "dei Neri" l'esordio Finalese in pubblico de "L'Art de Voir", il libro di Faé Djéraba

Presenta la serata Alessandro Allocco. Interventi al pianoforte del Maestro Alberto Luppi Musso. Appuntamento organizzato da Centofiori Eventi con il Patrocinio del Comune

All'oratorio "dei Neri" l'esordio Finalese in pubblico de "L'Art de Voir", il libro di Faé Djéraba

Vernissage finalese questa sera (venerdì 20 giugno, ndr) a partire dalle 21 presso l’Oratorio “dei Neri” di via Colombo a Finale Ligure, per il libro “L’Art de Voir – Capire oltre l’immagine”, di Faé A. Djéraba.

La serata è descritta come un “Evento di parole, arte e musica”, in quanto non si tratta di un tradizionale incontro con l’autore, né di una conferenza stampa, né della presentazione di un catalogo, ma di un momento di incontro tra varie forme d’arte, che confluiscono le une nelle altre come un autentico fiume in piena di energia creativa.

A coordinare la serata sarà il giornalista ed editore Alessandro Allocco, dell’Associazione Culturale ATB, che insieme a Faé A. Djéraba ha fortemente voluto la pubblicazione di quest’opera, mentre gli intermezzi musicali saranno affidati al pianista, compositore e arrangiatore Alberto Luppi Musso, che per questo evento ha appositamente scritto delle composizioni. Luppi Musso, oltre che musicista, è noto per il suo impegno nel sociale, in particolar modo rivolto ai giovani.

La serata è organizzata in collaborazione con Centofiori Eventi, il ricchissimo calendario di appuntamenti della Libreria Centofiori di Finale Ligure, e gode del Patrocinio del Comune.

Ma veniamo all’evento: il libro “L’Art de Voir – Capire oltre l’immagine” va ben oltre la semplice realizzazione di un catalogo per una mostra. Si tratta infatti di un vero e proprio “diario” che descrive la genesi e lo sviluppo di una rassegna – tra quelle ideate da Faé A. Djéraba – che ha conquistato maggiormente il cuore degli spettatori.

Faé A. Djéraba, “artiste plasticiénne” che ha sviluppato negli anni uno stile totalmente personale, nel quale confluiscono fotografia, scultura, collage, performance e molto altro, in “L’Art de Voir” acquista i maggiori quotidiani nazionali e internazionali, li scompone, li destruttura, si focalizza su alcune parole-chiave dei titoli e le accosta in modo audace e penetrante a disegni, simboli, immagini. Ciò costringe lo spettatore a “rileggere” in modo diverso la notizia, sotto una chiave più analitica e meno “epidermica” rispetto a come purtroppo, nei ritmi elevati della vita moderna, si è spesso obbligati a fare. Ed è proprio questo il messaggio di Faé A. Djéraba: riappropriarci dei nostri tempi ma, soprattutto, del nostro pensiero critico, per non lasciarci schiacciare dalla mole continua e costante di informazioni a cui i mezzi di comunicazioni di massa ci hanno abituato, ma per tornare a esserne fruitori attivi, lucidi e razionali.

La mostra “L’Art de Voir – Capire oltre l’immagine”, raccolta in questo volume edito da ATB, nei vari luoghi presso i quali è stata presentata ha goduto di particolare successo presso le scolaresche di ogni ordine e grado, a dimostrazione della volontà dei nostri giovani di tornare a osservare, capire, analizzare, ma anche della grande capacità di Faé A. Djéraba di dialogare, attraverso i suoi modi diretti e sinceri, con le attuali generazioni.

Il volume, come si diceva all’inizio, va oltre il semplice catalogo d’arte e contiene analisi critiche e testi di approfondimento che ne rendono ancora più stimolante la lettura.

Così Faé A. Djéraba descrive “L’Art de Voir – Capire oltre l’immagine” nella sinossi del saggio edito da ATB: “L'immagine è diventata il mezzo Dominante dell'informazione, il giornale è il servo obbediente (Non riguarda tutti i giornali, ma vale per molti). Barthes, che distingue lo studium (ciò che l’immagine mostra in modo ovvio) dal punctum (ciò che colpisce in modo soggettivo e personale), mi porta a pensare che viviamo in un mondo di studium continuo, senza spazi per il punctum. La velocità con cui consumiamo le immagini ci priva della capacità di soffermarci, di riflettere, di lasciarci davvero “pungere” da loro. I giornali, i libri e gli spazi di approfondimento stanno perdendo rilevanza, divorati da contenuti rapidi e fugaci e tutto ciò mi disturba molto. Questo libro è un vero e proprio linguaggio visivo che invita alla riflessione, che rallenta il ritmo, che obbliga il fruitore a fermarsi”. 

Questo è il tempo in cui il consumo visivo è frenetico e distratto e io sento la responsabilità, il bisogno di creare immagini che non solo siano guardate, ma che siano realmente viste, comprese, sentite. Voglio che disturbino, che smuovano, che colpiscano come un "punctum" impossibile da ignorare”.

Redazione

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