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Attualità | 23 giugno 2025, 11:13

Scontro tra cinghilale e motociclista ad Albenga, Radiuk: "Serve un piano strutturato, gli animali selvatici devono vivere nei boschi"

L’incidente tra un centauro e un cinghiale a Vadino riaccende l’allarme sulla crescente presenza di ungulati in aree urbane e abitate

Scontro tra cinghilale e motociclista ad Albenga, Radiuk: "Serve un piano strutturato, gli animali selvatici devono vivere nei boschi"

Venerdì sera intorno alle 20 in via del Molino, tra Vadino e San Fedele ad Albenga, un motociclista è stato centrato in pieno da un cinghiale che ha attraversato improvvisamente la strada. L’impatto è stato violento e il centauro ha riportato diverse costole rotte, una clavicola fratturata, ed è stato subito ricoverato in ospedale con una prognosi lunga.

"Non era una questione di se, ma di quando", commenta Raiko Radiuk, consigliere comunale di Albenga e capogruppo della Lista Civica 24. "Purtroppo - sottolinea - venerdì sera la situazione è degenerata: un cinghiale ha attraversato la strada in via al Molino a Vadino, colpendo il motociclista. Il cinghiale è morto sul colpo".

L’incidente non è un caso isolato, come lo stesso Radiuk evidenzia: "Solo nei mesi scorsi abbiamo letto di cinghiali avvistati in pieno centro ad Albenga, anche vicino ai giardini pubblici dove giocano i bambini. A Savona, qualche settimana fa, un altro motociclista è stato sbalzato dalla sella per lo stesso motivo. Non si contano poi i danni alle coltivazioni: vigne devastate in Val Neva, orti distrutti a Campochiesa, serre compromesse a San Fedele, argini collassati a Lusignano".

Il consigliere punta il dito sulle cause di questo preoccupante fenomeno: "Negli ultimi anni abbiamo assistito a un avvicinamento crescente degli ungulati ai centri abitati, complice la mancanza di piani di contenimento efficaci, il venir meno delle attività agricole e pastorali nelle aree rurali e una normativa che fatica ad adattarsi a questa situazione profondamente cambiata".

Radiuk chiede quindi interventi urgenti e strutturati: "Credo fortemente che serva una revisione delle norme regionali e nazionali. Non possiamo più limitare le azioni a rincorrere le emergenze. Serve un piano organico che preveda il potenziamento dei piani di controllo selettivo della fauna selvatica, facilitando il lavoro delle associazioni venatorie in accordo con quelle agricole, una maggiore manutenzione ordinaria delle aree verdi e dei canali, spesso veri e propri corridoi di passaggio, e una normativa che permetta ai singoli frontisti di intervenire più agevolmente".

Pur riconoscendo la necessità di alcune misure drastiche, Radiuk si dice favorevole a soluzioni alternative: "L’utilizzo delle gabbie per la cattura e l’abbattimento può essere brutale, anche se necessario in alcune zone. Ma ritengo che si possano mettere in campo alternative altrettanto valide".

Il consigliere conclude con un monito: "Questa volta si è trattato di un incidente con lesioni, e auguro al malcapitato una pronta guarigione, ma la prossima potrebbe finire in tragedia. Non possiamo più aspettare. Gli animali selvatici devono vivere nei boschi, non nei parcheggi dei supermercati o nelle vie trafficate. È tempo di agire con responsabilità e decisione".

Redazione

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