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Al Direttore | 01 agosto 2025, 11:47

"Porta a porta a Savona: un’esperienza da incubo"

Lettera

"Porta a porta a Savona: un’esperienza da incubo"

Riceviamo e pubblichiamo: 

"La mia esperienza sulla nuova raccolta porta a porta? Un’esperienza da incubo! Eh sì, perché capita di stare lontani da Savona per molto tempo e poi tornare con un impatto di peggioramento della gradevolezza della città. Lo percepisci mentre riscopri i lontani ricordi".

"Capita che ti allontani per periodi più o meno lunghi, al Sud per esempio, dove il problema spazzatura è pesantissimo e la differenziata non esiste. Ometto la località per rispetto: lì i cittadini conquistano con le unghie e con i denti ogni millimetro di civiltà, ma le coscienze scalpitano, lottano e la differenziata ha inizio “cambiando il gestore del servizio”. Ammirevole esecuzione, e la località si trasforma. Sì, si può godere la sua bellezza senza macchie aggiunte".

"Capita di rientrare a Savona e, grazie al “cambio di gestore del servizio” di raccolta, ripetere l’esperienza di “godere la bellezza senza macchie aggiunte”. Capita di doversi allontanare nuovamente e rientrare in una Savona allo “sbando più totale”, dove i rifiuti si percepiscono come il problema principale. Un’arretratezza ritrovata, ma molto arretrata! Capita di non essere preparati per la raccolta e di non sapere dove sbattere la testa per le attrezzature. Interminabili mezz'ore al telefono con il gestore, in coda per arrivare al turno di risposta e sentirsi dire dal risponditore: “Ci spiace, ma a causa del sovraffollamento…” e la linea s’interrompe; di non avere la chiave per aprire il piccolo cassonetto condominiale dove l’unico miracoloso posto per l’auto trovato, prospiciente, fa sì che il mattino dopo trovi i sacchetti dell’immondizia abbarbicati sul muso del tuo mezzo. Capita che vai a dormire un po’ scombussolata e ti fai la classica domanda: ma perché? Ti addormenti e ti risvegli per il frastuono del ritiro della spazzatura in più riprese agli stessi cassonetti, e sogni…". 

"Sogni di essere in un altro posto e chiedi a tutti una chiave, anche magica, non importa, per aprire il bidone, trascinandoti dietro il tuo sacchetto d’immondizia con l’angoscia della certezza che non abbandonerai mai se non nel suo posto stabilito, il fardello, perché ti senti molto civile. Sei, molto civile. Capita di risvegliarsi e pensare… che sogno da incubo!

Marina, una Savonese ritrovata

Lettera


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