Fare il punto sui rimborsi dell'acqua salata e della mancata depurazione: sono questi i temi al centro dell’incontro promosso da Ondaligure Consumo e Ambiente e Assoutenti, in programma questa sera, venerdì 8 agosto alle ore 20.30 presso la Sala Polivalente del Palazzo Tagliaferro, in Largo Milano.
L’iniziativa, aperta alla cittadinanza, nasce con l’obiettivo di fare il punto sulla questione dei rimborsi legati alla fornitura di acqua non potabile e alla mancata depurazione, un tema che da mesi accende il dibattito nel ponente ligure. Le associazioni dei consumatori intendono fornire aggiornamenti concreti su eventuali risarcimenti, azioni collettive in corso e diritti ancora poco conosciuti dagli utenti.
“Le Associazioni e i cittadini andoresi si erano illusi che una trattativa seria avesse potuto concludersi per la redazione di un ‘protocollo risarcitorio’ di ristoro all’utenza, che ha sofferto la mancata depurazione dei reflui dal lontano 2016, quando subentrò Rivieracqua nella gestione del S.I.I., nonché l’approvvigionamento di acqua non potabile per la presenza di cloruri oltre la soglia consentita nelle estati 2022- 2023 - afferma l’avvocato Giulio Muzio, responsabile idrico nazionale per Assouteti Ets -. L’ingresso di Acea Molise S.r.l. nella compagine sociale ha segnato una netta chiusura ad ipotesi conciliative e l’incontro avvenuto con i vertici aziendali nel maggio 2025 ha prodotto quale risultato lo sbattere le porte in faccia alle giuste pretese dell’utenza”.
“Da subito occorre sgombrare il campo dal fatto che la questione andorese non riguarda la recente approvazione della Tariffa d’Ambito da parte di Arera. Al contrario, il nodo cruciale della problematica investe i disservizi e le inadempienze imputabili alla società – prosegue -. Società che si trincera dietro le scelte inopinate della struttura commissariale di avallare il principio “ impossibilia nemo tenetur” per il fenomeno dell’acqua salata, accadimento ineludibile, a loro dire , per la crisi siccitosa di quegli anni ( vedi lettera di risposta dove si ribatte punto per punto contro questa tesi peregrina), nonché di negare il rimborso della quota di depurazione con l’emanazione di un decreto ( decreto n.7/2025 allegato) per una lettura distorta dell’art. 8 sexies e per non avere l’utente inoltrato istanza amministrativa per richiedere il rimborso medesimo”.
“Risultato – spiega -: impugnazione da parte delle Associazioni del decreto dinanzi al TAR Liguria e presentazione dei primi ricorsi dinanzi al Giudice di Pace di Savona. Ha dato molto fastidio la sentenza n.298/2024 pilota emessa dall’ottimo Giudice dott.ssa Maria Clementina Traverso, che ha accolto in pieno le domande degli utenti in merito al rimborso della quota di depurazione, al rimborso dei corrispettivi indebiti per l’acqua salata e al risarcimento dei danni per l’acquisto di acqua minerale”.
“Ha dato tanto fastidio che assistiamo ad una aberrazione giuridica sostanziale e processuale con l’intervento nei giudizi civile di natura squisitamente privatistica della Provincia di Imperia, che ha censurato pesantemente l’operato del Giudice, reo, a loro dire, di essersi arrogato il diritto di decidere su questioni di competenza esclusiva dell’Egato. Eppure l’orientamento consolidato della giurisprudenza insegna che il rapporto che lega l’utente al gestore è un contratto di somministrazione di tipo privatistico, che nulla ha a che fare con scelte adottate dall’Ente di Governo”.
“Ci si aspettava quantomeno che il gestore non attivasse le procedure di mora contro i cittadini andoresi ed invece ecco i primi distacchi anche con violazione delle procedure di disalimentazione dettate da Arera – aggiunge -. Non importa a nessuno degli andoresi che ad oggi non hanno ancora il collettamento dei reflui al depuratore di Imperia, sebbene il Comune abbia già stanziato diversi milioni per l’esecuzione delle opere”.
“Certo è anche una questione politica – sottolinea -, il comune di Andora fa parte della provincia di Savona, ma è inserita nell’Ato Imperiese per questioni orografiche. Resta il fatto che gli andoresi non rappresentano una parte di elettorato politico per la Provincia di Imperia. La situazione complessa ha determinato la volontà delle Associazioni di incontrare nuovamente la cittadinanza venerdì 8 agosto alle 20.30 presso la sala Polivalente tagliaferro per dare voce ancora una volta al principio immanente che l’acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri , ma un diritto universale che deve essere primariamente tutelato anche al di sopra di ragioni di bilancio e mere opportunità di spartizione di dividendi”.
“Ringrazio il Comune di Andora, da sempre al nostro fianco”, conclude l’avvocato Muzio.















