"Finalmente il raddoppio in sede della ferrovia e l’eliminazione di 12 passaggi a livello. Stiamo parlando della tratta Pistoia–Montecatini dove, grazie alla costruzione dei sottopassi al posto dei passaggi a livello e alla messa in opera del secondo binario a fianco di quello esistente, lunedì è stato inaugurato il nuovo tratto. L’intervento ha permesso di aumentare il servizio con più fermate giornaliere, favorendo l’uso del treno sia per i residenti sia per i turisti".
Ad affermarlo è il Comitato Territoriale, che aggiunge: "Questo fa riflettere su come la gestione politica possa influire positivamente sulle opere pubbliche al servizio dei cittadini. Perché in Toscana si può fare, mentre nel Ponente ligure la politica insiste con un’opera costosissima, basata su un progetto fossile, che riduce il numero delle stazioni e allontana dal centro quelle rimanenti, isolando molti comuni?".
"Per una decisione di 33 anni fa di alcuni sindaci, è stato bocciato il progetto del raddoppio in sede, già approvato dal ministero con la valutazione di impatto ambientale. L’attuale progetto non ha ancora ottenuto il via libera dal ministero e, quindi, a differenza di quanto viene raccontato, non è cantierabile. L’opposizione delle passate amministrazioni, soprattutto di Loano, ha impedito di eliminare i passaggi a livello, come proposto a suo tempo dalle ferrovie", aggiungono dal Comitato.
"Questa incredibile decisione ha fatto sì che, dagli anni Novanta a oggi, città come Loano siano rimaste ostaggio dei passaggi a livello a causa di amministratori poco lungimiranti. Un’opportunità sfumata, che ha alimentato un malessere diffuso nella cittadinanza e che oggi si traduce nell’approvazione di un progetto di spostamento a monte, impregnato di conseguenze negative per l’ambiente, l’economia del territorio e la mobilità sostenibile".
"Che dire, è sotto gli occhi di tutti il fallimento che, nell’Imperiese, ha praticamente compromesso il servizio di mobilità per molti comuni", concludono dal Comitato Territoriale.














