Questa sera, giovedì 25 settembre i priorati generali inizieranno a capire se la processione del Venerdì Santo si potrà svolgere nel 2026 tornando quindi agli anni pari.
Dopo il rinvio quest'anno a causa della pioggia deciso dal Priorato generale, il Priore della Confraternita del Cristo Risorto Roberto Bertola aveva aperto alla possibilità di poter far uscire le storiche casse lignee fra un anno esatto auspicando di trovare una quadra insieme a tutti i confratelli.
"A settembre riunirò il Priorato per fare il bilancio di tutto ciò che abbiamo fatto e valuterò se esiste la possibilità di non rimandare la decisione al prossimo Priorato, ma di svolgere la processione l'anno prossimo, se saremo tutti d'accordo. È una proposta fatta a caldo, in un momento di grande dispiacere per non essere potuti uscire questa sera" aveva dichiarato a caldo Bertola lo scorso 18 aprile.
Una decisione ponderata, quella del rinvio, che però aveva acceso gli animi tra gli organizzatori, divisi tra chi era propenso a confermare l’evento e chi invece non voleva rischiare. Alla fine, aveva prevalso la scelta di evitare che le casse potessero bagnarsi e rovinarsi.
Dopo le cancellazioni avvenute nel 2018 e negli anni successivi, causate dapprima dal maltempo e poi dalla pandemia (2020 e 2022), la processione era finalmente tornata nel 2023, accolta con entusiasmo dalla cittadinanza. Sembrava l'inizio di una nuova regolarità biennale, e l’edizione prevista quest’anno si annunciava come un appuntamento molto partecipato, capace di richiamare migliaia di fedeli e visitatori. Tuttavia, anche stavolta l’evento non ha avuto luogo.
I preparativi erano iniziati con largo anticipo: le confraternite e i “camalli” — i portatori delle casse, circa 700 persone — si erano impegnati con dedizione, nonostante le difficoltà nel reperire tutto il personale necessario.
Ora questa sera verrà fatto un bilancio per capire se ci sono le condizioni per dar vita all'evento tanto atteso per il prossimo 3 aprile.














