Italia Nostra si unisce alle perplessità dei cittadini laiguegliesi sul destino architettonico dell’ex convento del Carmine. "La riflessione riguarda, purtroppo, parecchie costruzioni sorte negli ultimissimi anni anche ad Alassio, e ci obbliga a stimolare gli amministratori a rendere più stringenti alcune norme dal punto di vista estetico - si legge nella nota - Certo, è difficile dire cos’è bello, ma sicuramente è più semplice valutare il contesto — cosa che, purtroppo, architetti e progettisti vari non fanno più. È più facile portare avanti progetti avulsi dalla storia del luogo, in nome di una malintesa 'modernità'. Eppure proprio la Liguria dovrebbe aver imparato dall’incontrollata speculazione edilizia degli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo scorso. Dovrebbe aver ben compreso quanto alterare l’identità di un luogo, alla lunga, non paghi".
"Siamo una regione a larghissima parte di vocazione turistica, e i luoghi ricercati oggi dai turisti — sempre più esigenti e consapevoli — sono proprio quelli che maggiormente hanno conservato il legame con le architetture tradizionali. Non mancano riflessioni su questo tema anche tra gli addetti ai lavori, come nel seguente estratto da Il Giornale dell’Architettura.com: 'Il contesto, nella sua accezione più ampia, si declina nel fondamento del rapporto tra progetto e ambiente. Christian Norberg-Schulz chiarisce, con il suggestivo rimando al genius loci, l’importanza della ricerca dei linguaggi architettonici e costruttivi in grado di radicarsi nella geografia dei luoghi in cui si pongono. La riflessione sul contesto, negli ultimi anni, seppure centrale nello sviluppo di qualsiasi progetto, è diventata aleatoria, demandata all’ambizione culturale dell’architetto, nelle varie poetiche, o agli enti predisposti alla conservazione del patrimonio storico, spesso condizionati dalle sensibilità individuali dei funzionari. La dimensione discrezionale del contesto ha contribuito alla sua progressiva marginalizzazione nel dibattito architettonico, scavalcato dalla centralità politica dell’impegno ambientale e dell’efficientismo (energetico ed economico), lasciando ai margini — e a poche opere autoriali — la dimensione culturale del progetto. Il contesto è, per sua natura, oggettivo e, proprio per questa sua caratteristica, è fondamento del progettare' (V. Ariu, novembre 2024)".
"I progettisti — e ancora di più i funzionari degli uffici preposti — non possono arrogarsi da soli la responsabilità di cambiare il volto ai luoghi. Molte procedure sono state semplificate, e la commissione edilizia è stata abolita in molti Comuni. Se da un lato questo ha portato a uno snellimento delle procedure burocratiche, dall’altro ha eliminato la possibilità di confronto tra i diversi uffici. È una buona notizia la volontà dell’Amministrazione laiguegliese di farsi interlocutrice verso la società proprietaria dell’ex convento: speriamo che possa portare a una ridefinizione dell’impatto estetico della costruzione e alla certezza che non si toccherà in alcun modo la chiesetta del Carmine (che data al 1648!) e le sue pertinenze. Ricordiamo che ogni edificio non è mai fine a sé stesso, ma parte di una narrazione che collega storia, geografia e urbanistica", concludono da Italia Nostra.














