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Attualità | 14 ottobre 2025, 08:39

Una parola per il dolore dei genitori: all’Ambra di Albenga gli Amici di Rachele lanciano “Atefano”

Al Teatro Ambra, nel corso della serata in ricordo di Rachele Franchelli, l’invito a usarla per farla entrare nel dizionario della lingua italiana

La natura non contempla l’idea che la luce di un figlio si spenga prima di quella di chi gli ha dato la vita. Eppure accade. E tutti hanno una parola che li definisce nella perdita. Esiste un termine per chi perde un genitore – “orfano” – per esempio, ma nessuno per chi resta con il cuore mutilato dall’assenza di un figlio.

A colmare questo vuoto, linguistico e umano, ci hanno pensato i giovani volontari dell’Aps Rachele Franchelli, nata per tenere viva la luce di Rachele, per tutti “Ra”, scomparsa prematuramente un anno fa a soli sedici anni per un tumore cerebrale. Nel corso della toccante serata “La musica che unisce”, andata in scena al Teatro Ambra di Albenga gremito di amici, artisti e volontari, è stata presentata una parola destinata a entrare nel linguaggio del cuore: “atefano” ‹a·té·fa·no› (agg. e s.m.; f. -a), dal prefisso privativo a- e dal greco téknon, “figlio”, quindi “senza figlio”.

L’iniziativa, guidata dal fratello di Rachele, Gastone, ha voluto dare un nome a un dolore universale e insieme costruire un messaggio di speranza. L’Accademia della Crusca prevede che una parola entri nel dizionario solo se diventa di uso comune: per questo dal palco l’invito a tutti è stato di iniziare a usarla.

Sul palco, un’emozionatissima mamma Silvia, l’amorevole fratello Gastone e, condotti dalla brillante Renata Cantamessa, si sono alternati i talentuosi Amici di Rachele : Henky; Beatrice Foroni; Francesca e Antonella; Virginia Badoino; Martin e Michelle; Chiara Bonfante; The Jugheads; Annalisa Madonia; Emanuele Gerini; Ginnastica Ligure Albenga. Infine, Alessandra Mele, la cantante ingauna di fama internazionale, salita alla ribalta con “Queen of Kings” all’Eurovision Song Contest di Liverpool. “Non ha esitato ad accettare l’invito, appena le ho detto di cosa si trattava, anche se ha dovuto affrontare un lungo viaggio dalla Norvegia per essere qui”, ha detto Gastone dal palco nell’annunciarla insieme alla Cantamessa. L’artista originaria di Cisano sul Neva, oggi cittadina norvegese, è tornata ad esibirsi per la prima volta ad Albenga proprio in questa occasione, dopo il successo che l’ha portata su tanti palchi internazionali.

La serata ha intrecciato intense performance di musica e danza, toccanti testimonianze degli amici, di mamma Silvia e del fratello Gastone (il papà Mauro è rimasto tra il pubblico), riflessione e tanta emozione.

“Un grazie speciale a tutti gli artisti, gli ospiti, i tecnici, i volontari e la splendida Renata (Cantamessa, ndr), che hanno reso possibile questa serata di musica e solidarietà – afferma la famiglia Franchelli –. Per noi, ognuno di loro è una persona medicina, una presenza preziosa capace di portare luce, calore e speranza nel ricordo di Rachele».

L’Aps Rachele Franchelli, nata da un dolore trasformato in energia d’amore, oggi sostiene pazienti oncologici e famiglie, promuovendo accoglienza, informazione e dignità. Una famiglia forte, che nel buio più profondo ha scelto di accendere una luce che possa guidare e curare anche gli altri.

Maria Gramaglia

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