Sale al 26% l’aliquota della cedolare secca sugli affitti brevi, una misura che il governo ha inserito nel nuovo pacchetto economico trasmesso al Parlamento e che promette di accendere il dibattito politico. L’aumento riguarderà non solo i privati, ma anche gli operatori che svolgono attività di intermediazione immobiliare o gestiscono portali telematici dedicati alle locazioni.
Con questa modifica, la tassazione sugli affitti brevi viene equiparata a quella delle rendite finanziarie, pur con una differenza sostanziale: gli immobili, a differenza dei titoli, restano soggetti anche all’IMU. Viene così eliminata la riduzione introdotta lo scorso anno, che aveva portato l’aliquota al 21%, colpendo in particolare le locazioni turistiche nelle città d’arte e, soprattutto, gli affitti destinati agli studenti universitari fuori sede.
Una stangata sulle famiglie italiane: questa la reazione dell’Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi. Secondo l’associazione, la misura colpirà oltre 500.000 abitazioni oggi presenti online, di cui il 96% appartenenti a proprietari singoli. Una platea composta in larga parte da famiglie che mettono a reddito una seconda casa per integrare il proprio bilancio familiare, e che ora si trovano a fronteggiare un provvedimento considerato penalizzante e iniquo.
A rendere la situazione ancora più gravosa, sottolineano i gestori, è il contesto economico attuale: l’anno in corso ha infatti registrato una stagnazione del turismo straniero e, soprattutto, una netta flessione del turismo interno. Molti italiani, che in passato affittavano la seconda casa per brevi periodi al fine di sostenersi economicamente, hanno scelto invece di utilizzarla per le proprie vacanze.
In questo quadro, l’aumento della tassazione viene percepito come una doppia batosta che rischia di disincentivare ulteriormente il mercato delle locazioni brevi e di ridurre una fonte di reddito per migliaia di piccoli proprietari.
L’aumento delle tasse sugli affitti brevi ha suscitato la convergenza tra Lega e Forza Italia, entrambe contrarie alla misura inserita nella bozza della legge di Bilancio 2026.
Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, intervenendo al XVI Forum nazionale dei giovani imprenditori di Confcommercio a Milano, ha dichiarato: "L’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi non mi sembra un buon modo di aiutare la domanda interna e l’iniziativa privata".
Già in mattinata, anche Forza Italia aveva manifestato la propria contrarietà al provvedimento elaborato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, contenuto nella bozza della manovra finanziaria diffusa domenica sera.














