Alla notizia del furto rocambolesco al Louvre la mente di molti savonesi è corsa ad un altro episodio altrettanto "cinematografico": quello di Renato Rinino e del colpo messo a segno oltre trent'anni fa a Londra. Il 26 febbraio 1994, il savonese Rinino riuscì a introdursi nel Saint James’s Palace, una delle residenze dell’allora principe Carlo d’Inghilterra, futuro re, superando i controlli di sicurezza e portando via alcuni gioielli della Corona britannica. Tra i preziosi sottratti figuravano spille, cimeli e due gemelli di valore incalcolabile, dono dello zar Nicola I alla famiglia reale.
In un primo momento, Rinino non si rese conto né dell’importanza dell’appartamento in cui era entrato né della gravità del furto. Tentò di rivendere parte del bottino, ma l’operazione lo tradì: il gioielliere, insospettito, avvisò le autorità. La Scotland Yard avviò una vasta caccia all’uomo e offrì una ricompensa di 10.000 sterline per la cattura del cosiddetto ladro gentiluomo, soprannome che la stampa gli attribuì per via della sua abitudine, in altre occasioni, di restituire oggetti rubati a persone in difficoltà.
Le cronache britanniche si accesero ulteriormente quando alcuni tabloid ipotizzarono che nel bottino vi fossero anche lettere compromettenti tra Carlo e Camilla Parker-Bowles, all’epoca ancora la sua amante e oggi regina consorte. Rinino, tuttavia, negò sempre con fermezza questa versione.
A distanza di qualche anno, il ladro savonese scrisse di suo pugno una lettera di scuse al principe Carlo, che aveva nel frattempo recuperato parte dei preziosi, inclusi i gemelli dello zar. Il futuro sovrano avrebbe accolto le scuse con benevolenza, chiudendo così una vicenda tanto imbarazzante quanto romanzesca.
I ladri che hanno agito a Parigi hanno messo a segno il furto domenica mattina, poco prima dell'apertura del Louvre: tramite un pontile esterno, si sono aperti un varco tagliando una vetrata e hanno svaligiato la galleria di Apollo, che ospita la collezione reale di gemme e i diamanti della Corona. I gioielli napoleonici dal valore inestimabile.
La figura di Renato Rinino, controversa e affascinante, restò sempre legata alla sua città natale, Savona. La sua esistenza, segnata da audacia e leggenda, si concluse tragicamente: fu ucciso da un conoscente con il quale aveva avuto lunghi diverbi, con un colpo di pistola alla tempia.
L'avventura rocambolesca di Rinino a Londra aveva scosso l’immaginario collettivo, mescolando realtà e leggenda, con un furto destinato a entrare negli annali della cronaca internazionale. Proprio come quello messo a segno nel museo parigino.















