Mario Carrara, consigliere comunale di minoranza a Pietra Ligure, interviene nuovamente sul progetto di spostamento a monte della linea ferroviaria tra Finale Ligure e Andora, insistendo sull'incompatibilità dell’opera con la tutela del patrimonio archeologico locale.
“Finalmente, abbiamo reperito la documentazione relativa all’aspetto dell’indagine archeologica del progetto di spostamento a monte della linea ferroviaria”, afferma Carrara, sottolineando come tale aspetto rappresenti “un punto fondamentale del progetto stesso perché ne è suo presupposto essenziale”. Dall’analisi della documentazione, aggiunge, esso “ne rappresenta anche il suo punto debole”, in particolare per la zona di Pietra Ligure, dove “il tracciato ferroviario e la nuova fermata previsti andrebbero ad investire proprio un sito archeologico già tutelato: quello di regione Corti o Corte”.
Carrara richiama le prescrizioni del CIPE del 2006 sugli aspetti archeologici, che prevedono indagini preventive prima dell’avvio dei lavori e scavi archeologici obbligatori in corrispondenza della futura stazione di Pietra Ligure. Tuttavia, denuncia, tali verifiche “non risultano essere state condotte da funzionari del Ministero della Cultura, bensì dall’azienda progettista, Italferr”.
L’esponente di minoranza sottolinea che il sito di regione Corti, compreso tra i torrenti Scarincio e Maremola, è già sottoposto a due vincoli archeologici, imposti nel 1997 e nel 2018, “non vincoli generici ma espressamente per tutelare un ‘abitato di età romana’”. Ricorda inoltre che la stessa Soprintendenza, negli anni ’90, aveva imposto lo spostamento del tracciato del metanodotto per preservare l’area. “Com’è possibile - si domanda Carrara - questo atteggiamento contraddittorio della Soprintendenza e del Ministero della Cultura, che prima tutelano severamente il sito e poi concedono il passaggio di un’opera ben più invasiva?”.
Sul piano tecnico, il consigliere contesta anche la profondità dei carotaggi condotti da Italferr: “Hanno scavato fino a due metri di profondità, ma la stessa Soprintendenza attesta che per trovare le vestigia archeologiche bisogna scavare a oltre cinque metri”. Citando lo studio dell’archeologo Bruno Massabò (Dalla villa al villaggio, 1999), Carrara osserva che a quella profondità “era ben difficile trovare qualcosa”, eppure, “su 18 carotaggi effettuati, in ben quattro si sono trovati reperti archeologici”.
Carrara mette poi in discussione la logica complessiva del progetto, evidenziando che “la linea ferroviaria viene spostata a monte sul presupposto che non si possa mettere un altro binario a fianco di quello che c’è già, ma in realtà il raddoppio sarebbe necessario solo per 21 km, mentre se ne costruiranno 32, con 25,3 km di gallerie, la soppressione di stazioni e un guadagno di appena 12 minuti”. Il costo previsto, aggiunge, “è di 2 miliardi e mezzo di euro, che verosimilmente saliranno a tre miliardi e più”, mentre “verranno espropriate 238 case, 293 magazzini, 14 laboratori, 56 fabbricati produttivi, 1 stalla, 1 luogo di culto e quasi 2,8 milioni di metri quadrati di terreni”.
Il Consiglio comunale di Pietra Ligure, lo scorso 28 ottobre, ha approvato all’unanimità la decisione di presentare osservazioni contrarie sia al progetto di spostamento, sia al parere favorevole espresso dal Ministero della Cultura. “Il Comune - riferisce ancora Carrara - chiederà che la linea ferroviaria venga traslata ancor più a monte, in modo da non attraversare il sito archeologico, oppure che si valutino ipotesi di raddoppio nella sede attuale”.
Se il Ministero dovesse respingere la richiesta, il consigliere annuncia la possibilità di ricorrere al Tar, chiedendo la sospensione dell’opera per “danno grave e irreparabile”. “È chiaro - conclude Carrara - che, se il Tar concederà la sospensiva, si bloccherà tutto il progetto. E se il Comune non volesse ricorrere, noi, come gruppo consiliare Indipendente, insieme ad associazioni e cittadini, lo faremo. Se necessario, organizzeremo sottoscrizioni pubbliche per sostenere le spese legali. Il momento decisivo è questo”.
Nella gallery le immagini formite dal consigliere Carrara:
- le indagini archeologiche eseguite da Italferr
- I siti dei carotaggi: contornati da un cerchio bianco, quelli dove sono stati trovati reperti
- il frontespizio della relazione concernente l'indagine archeologica al progetto di spostamento a monte della linea FS
- il frontespizio del parere favorevole del Ministero della Cultura al medesimo progetto


















